Biodiversità

Fertilità a rischio con l'aumento delle temperature: gli effetti sugli animali

Più che considerare i limiti di temperatura alla sopravvivenza di una specie, andrebbero considerati quelli a cui comincia a diventare meno fertile, avverte una ricerca su Nature Climate Change
1 minuti di lettura

La fertilità è anche una questione di temperatura. Così che in uno scenario come quello attuale, conoscere come cambia in funzione dell'aumento delle temperature, significa conoscere il futuro che spetta (se spetta) a piante e animali. È questo il messaggio che arriva oggi da un team di ricercatori sulle pagine di Nature Climate Change, che ha mostrato come spesso un limite alla sopravvivenza delle specie sia dato dalla temperatura che impedisce loro di rimanere fertili.

Le considerazioni dell'équipe di Steven Parratt della University of Liverpool, a capo dello studio, scaturiscono dalle osservazioni sperimentali delle risposte a uno stress termico di una quarantina di specie di moscerini (genere Drosophila). I ricercatori hanno dedotto tanto i valori di temperature letali che quelli in prossimità delle quali le popolazioni di moscerini maschi diventano sterili (attraverso saggi di fertilità nelle generazioni successive). In questo caso hanno stimato la fertilità subito dopo l'esposizione allo stress termico che dopo un intervallo di tempo, presupponendo un qualche sistema capace di tamponare o rimediare eventualmente allo stress.

Quello che hanno osservato però è che usando questa misura ritardata di fertilità, come la chiamano i ricercatori, i danni erano ancora maggiori a distanza dello stress, fino a osservare una perdita di fertilità per il 44% delle specie di Drosophila a temperature più basse di quelle letali (con uno scarto medio di circa un grado, ma fino a 4°C più basse). “Quanto abbiamo osservato suggerisce che il luogo in cui le specie possono sopravvivere in natura è determinato dalla temperatura in cui i maschi diventano sterili, non dalla temperatura letale”, ha commentato Parratt. Aggiungendo come, non conoscendo quali specie si mantengono fertili fino alla temperatura letale e quali invece diventano sterili prima, potrebbe “rendere più complicati gli sforzi di conservazione, dal momento che potremmo sovrastimare quanto bene rispondono le specie all'aumento delle temperature”. Vale a dire non tenendo conto a dovere della perdita di fertilità a temperature più basse di quelle letali (ammettendo che quanto osservato per i moscerini valga anche per altri animali, precisano gli autori).


I ricercatori hanno poi analizzato la distribuzione delle specie di Drosophila analizzate, osservando che, scrivono, questa è legata più ai limiti delle temperature per il mantenimento della fertilità che a quelle della sopravvivenza, e i modelli per gli scenari futuri a fini conservativi ne dovrebbero tener conto. “Abbiamo urgentemente bisogno di capire il range di organismi che probabilmente soffrono perdite di fertilità a causa delle temperature, e quali tratti predicono questa vulnerabilità”, ha aggiunto Tom Price della Universiy of Liverpool, tra gli autori del paper: “Dobbiamo comprendere le basi genetiche e la fisiologia sottostante, così che possiamo predire quali organismi sono vulnerabili, e magari produrre bestiame più resistente”.