Il ritorno dei Verdi d'Europa

Belgio, l'asse tra fiamminghi e valloni

Bruxelles. 2020, manifestazione per sollevare l’attenzione sui cambiamenti climatici (foto: Dursun Aydemir/Anadolu Agency via Getty Images) 
Nel Paese i partiti verdi sono due ma non è una questione di rivalità bensì linguistico-culturale
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In Belgio non c’è un partito verde, ce ne sono ben due. Ma non è una questione di rivalità, bensì linguistico-culturale: tutti i partiti che corrono nelle aree francofone sono diversi da quelli che si presentano nella comunità neerlandofona. Anzi, gli ecologisti rappresentano un’eccezione nel panorama nazionale: gli “Ecolo” e i “Groen” sono gli unici partiti che – nonostante la barriera linguistica – hanno deciso di formare un gruppo unico al Parlamento federale. Questo non vuol dire che non ci siano sfumature tra di loro: i neerlandofoni Groen sui temi economici sono molto più liberali dei loro alleati francofoni, che invece hanno un approccio più progressista.

Nati entrambi all’inizio degli Anni Ottanta, i due partiti hanno registrato un exploit nel decennio successivo, in particolare dopo il disastro di Cernobyl. La loro popolarità è aumentata fino alle elezioni del 1999, quando entrambi hanno fatto il loro esordio al governo nella squadra guidata da Guy Verhofstadt. Dopo un ventennio nell’ombra, che li ha visti all’opposizione dei vari governi che si sono succeduti, nel 2019 hanno vissuto una nuova giovinezza sulla scia delle proteste dei ragazzi dei Fridays for Future che avevano invaso per diversi mesi consecutivi le strade di Bruxelles.

Alle elezioni politiche di due anni fa hanno conquistato entrambi il 6-7% dei voti, risalendo ai livelli del 1999 e tornando di conseguenza al governo nella coalizione guidata dal premier liberale Alexander De Croo. Ma gli ecologisti non sono finiti nella stanza dei bottoni sono a livello federale: le elezioni del 2019 li hanno visti entrare anche nel governo della Regione di Bruxelles (entrambi fanno parte della maggioranza) e in quello della Vallonia (gli Ecolo). In tutte le amministrazioni hanno incassato i ministeri che più interessavano loro: Mobilità, Ambiente, Energia.

Philippe Lamberts. Nelle elezioni del 2009 è stato  
eletto al Parlamento europeo, dove è membro del Gruppo dei Verdi-Alleanza Libera Europea (foto: Bruno Fahy/Afp via Getty Images) 

Anche al Parlamento Ue, nonostante abbiano soltanto tre seggi, gli ecologisti belgi hanno un ruolo-chiave, visto che Philippe Lamberts (Ecolo) è dal 2014 co-presidente del gruppo e uno degli esponenti di spicco del partito dei verdi europei.