Economia circolare

Sei studenti e un'idea vincente: "La lana recuperata per proteggere orti e giardini"

"E' un materiale hi-tech naturale dalle proprietà straordinarie di termoregolazione e in grado di assorbire i raggi UV. Perché non realizzarci 'coperte' per l’agricoltura normalmente realizzate ricorrendo alla plastica?".  Il team di Lokolana collabora con l'Università di Bolzano per lo sviluppo del prodotto, in attesa di sponsor
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BOLZANO.  In Alto Adige ogni anno si contano almeno 60 tonnellate di lana di scarto, destinata al macero: un’enormità e parliamo di una sola regione. Lokolana ha individuato una nuova destinazione per arginare almeno in parte lo spreco di tutta questa lana, immaginando di riutilizzarla per creare coperture e fertilizzanti per l’agricoltura, sfruttando le proprietà di questa fibra tessile naturale, senza alcun impatto significativo per l’ambiente e creando così un prodotto con un ciclo di vita completo, senza residui.

Una vera e propria idea di processo, oltre che di prodotto, formulata da dei giovanissimi under 23 che, guardando al futuro del nostro ambiente, si sono aggiudicati il primo posto dell’hackathon Onda Z@Klimahouse 2021, organizzato da Onde Alte, B Corp e Laboratorio multidisciplinare di innovazione sociale, in collaborazione con Klimahouse e l’Agenzia provinciale per l’ambiente e la tutela del clima della provincia di Bolzano.c

La proposta di Lokolana (il team è composto da 6 studenti della facoltà di Design dell’università di Bolzano) è semplice e geniale: creare coperture termoisolanti per l’agricoltura sfruttando gli scarti della lana che, esaurita questa funzione, possono fungere da fertilizzante per il terreno. “Se un tempo la lana era tra le prime economie della montagna oggi non è più così e questa materia dalle tante qualità rappresenta un costo certo per i pastori che devono smaltire quella in eccesso, come rifiuto speciale” spiega Matteo Falcone.

In pratica la lana di scarto viene infeltrita e poi lavorata con la tecnica della cardatura, per districare le fibre tessili, renderle parallele e eliminare le impurità. Si ottiene così un prodotto simile a una rete di pile con cui realizzare tendaggi per coprire le coltivazioni, proteggendo le piante dagli sbalzi di temperatura. “La lana è un materiale high tech naturale dalle proprietà straordinarie di termoregolazione e in grado di assorbire i raggi UV. Perché non realizzarci “coperte” per l’agricoltura normalmente realizzate ricorrendo alla plastica?”.  La cardatura può essere realizzata sia meccanicamente, con una cardatrice, che manualmente: l’idea di Lokolana, dunque, può avere ricadute positive sui laboratori artigianali locali. “La lana lavorata verrebbe utilizzata per coprire strutture di legno di piccole dimensioni, per la coltivazione di giardini e orti privati. Ma in prospettiva speriamo anche molto più grandi, per aziende agricole vere e proprie e in futuro anche per coltivatori 'industriali'”.

LA PACCIAMATURA. Esaurita la funzione di “copertura”, il telo viene trasferito sul terreno, secondo la tecnica della pacciamatura per impedire la crescita di funghi, proteggere dall’umidità il suolo, dalla pioggia e dall’erosione. La pacciamatura con la lana è ideale per le colture a ciclo lungo, perché ci mette molto più della paglia a degradarsi ed è un vero e proprio fertilizzante per le piante grazie alle sue proprietà: la lana esaurendosi rilascia lentamente nutrimento organico al suolo e a fine ciclo di coltivazione può essere tranquillamente ammendata al terreno. In questo modo l’idea di Lokolana si traduce così non in un semplice prodotto ma in un processo che non produce alcun genere di rifiuto una volta giunto a termine.
 

“Abbiamo pensato non solo a un prodotto fine a se stesso, ma a più destinazioni d’uso durante l’intero ciclo di vita, a una catena di utilizzatori, senza residui finali. Un approccio progettuale orientato al futuro, un futuro da proteggere e salvaguardare. Il nostro è un prodotto sostenibile, ecologico e naturale, senza impatti per il clima e l’ambiente” spiega Julia Siebert Caceres.
 

Lokolana ora collabora con l’università di Bolzano per lo sviluppo del prodotto e la possibile individuazione di sponsor che possano supportare al meglio l’idea e ha intrapreso un percorso di crescita  con il NOI Techpark, il polo dell’innovazione di Bolzano Sud, dove un gruppo di esperti accompagnerà il team nella sua strutturazione in startup e nello sviluppo economico del progetto.