Biodiversità

Proteggere la natura conviene di più che sfruttarla

Un sit-in per la difesa dell'Arctic national wildlife refuge a Capitol Hill, Washington (foto: Tim Sloan/Afp via Getty Images) 
Dall'università di Cambridge la conferma dei benefici economici derivanti dalla conservazione, in particolare di foreste e zone umide, tali da superare i profitti che possono essere ricavati dall’uso della terra per scopi agricoli o industriali
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LONDRA. Il passaggio all’agricoltura è stato un momento cruciale dello sviluppo umano, ma nel mondo di oggi non sempre estrarre risorse da un terreno è il modo più vantaggioso di utilizzarlo. Il più ampio studio mai realizzato sull’habitat naturale del nostro pianeta in luoghi specifici rivela infatti che i benefici economici di proteggere la natura, particolarmente in foreste e zone umide, superano i profitti che possono essere ricavati dall’uso della terra per scopi agricoli o industriali.

Scienziati della Cambridge University e della Royal Society for the Protection of Birds hanno analizzato 24 località in sei continenti: il risultato della ricerca è che i vantaggi della protezione dell’ecosistema, espressi in diminuzione dell’ossido di carbonio e prevenzione delle inondazioni, sono più grandi, soldi alla mano, dei capitali creati utilizzando la terra per attività come la silvicoltura e la coltivazione di cereali, zucchero, tè o cacao. I tagli applicati a questi “capitali naturali”, se la natura non viene lasciata intatta, spesso non vengono calcolati dalle autorità che prendono la decisione politica di sviluppare o meno un’area a scopo agricolo. Lo studio conferma un’indagine analoga pubblicata il mese scorso dal professor Partha Dasgupta, un noto economista di Cambridge, secondo cui l’incapacità delle teorie economiche di prendere in considerazione la distruzione del mondo naturale sta diventando “un estremo rischio” per il pianeta.

Il nuovo rapporto afferma in sostanza che una foresta finisce per rendere di più lasciandola intatta che abbattendone gli alberi: per cui anche le persone interessate soltanto al guadagno, non a salvare l’ambiente, dovrebbero capire che conservare tali habitat ha senso dal punto di vista finanziario. Naturalmente gli autori avvertono che il loro studio non significa che l’uomo dovrebbe abbandonare ovunque la coltivazione della terra, ma che ci sono lezioni da imparare dal modo in cui utilizziamo il capitale naturale.

“Sebbene personalmente io sia un conservazionista, abbiamo mantenuto un approccio neutrale nella nostra ricerca”, dice il professor Richard Bradbury, il principale autore del rapporto, al Guardian, che pubblica le conclusioni della ricerca apparsa sulla rivista Nature Sustainability, “ma sono rimasto sorpreso di quanto chiaramente i dati dimostrino il vantaggio della protezione ambientale sullo sviluppo di determinate aree”. Commenta il professor Alexander Lees, un ecologista della Manchester Metropolitan University non direttamente coinvolto nel rapporto: “Questo documento ci ricorda il valore dei rimanenti spazi naturali sul pianeta terra e di quanto sia importante difenderli”.