La sperimentazione

Coca-Cola, rivoluzione anti plastica: arriva la bottiglia di carta

(@CocaColaIT) 
Un prototipo fabbricato da una compagnia danese inizierà questa estate la fase di sperimentazione. All'interno ancora un sottile strato di plastica, ma l’obiettivo è arrivare a una bottiglia senza e riciclabile al 100%
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LONDRA - "Tutto va meglio con Coca-Cola", affermava un vecchio slogan pubblicitario dell'analcolico più bevuto del mondo. A smentirlo ha contribuito lo scorso anno una statistica dell'associazione benefica Break Free From Plastic, secondo cui l'azienda americana è l'inquinatore di plastica numero uno del pianeta. Ma adesso la bibita creata nel 1886 dal farmacista di Atlanta, John Stith Pemberton, come rimedio per stanchezza e mal di testa, sta per iniziare una rivoluzione che ne cancellerebbe i danni sull'ambiente: il passaggio alle bottiglie di carta.

Un prototipo fabbricato da una compagnia danese inizierà questa estate la fase di sperimentazione. Come riporta stamane la Bbc, il primo test utilizzerà carta super resistente che contiene ancora un sottile strato di plastica per separare il liquido dall'involucro esterno, ma l'obiettivo è arrivare a una bottiglia completamente priva di plastica e riciclabile al 100%, pur essendo in grado di contenere il gas prodotto dai drink carbonati.

Le bottigliette in vetro dai primi del Novecento ad oggi (foto: Hulton Archive/Getty Images) 

 

C'è anche un problema di design: quella di vetro della Coca-Cola è stata chiamata "la bottiglia più famosa del mondo". La sua forma, secondo la leggenda ispirata per il modello "contour" del 1916 alle curve anatomiche di Mae West, la celebre attrice di Hollywood, la rendeva immediatamente riconoscibile, distinguendola da tutti i concorrenti. Analogo successo hanno avuto in seguito le lattine, introdotte per la prima volta nel 1960, e dal 1980 le bottiglie di plastica Pet riciclabile.

La bottiglia di plastica rigenerata: come funziona il riciclo

Quale che fosse il materiale, i contenitori della Coke, come la chiamano negli Usa, sono diventati un'icona quanto il suo logo, con collezionisti che le conservano, le confrontano e le esibiscono, per tacere degli sconfinamenti nel campo dell'arte come dimostra "Coca-Cola Bottles", un quadro del 1962 di Andy Warhol che raffigura centododici caratteristiche bottiglie del soft drink.

"Coke Bottle" di Andy Warhol (1962) 

Ma Paper Bottle Company, meglio nota con l'acronimo di Paboco, la società danese a cui è stato affidato il progetto, è fiduciosa di risolvere sia gli ostacoli tecnici che quelli estetici. La prima sperimentazione inizierà in agosto in Ungheria, con 2 mila bottiglie di carta di Adez, una bibita alla frutta della Coca-Cola Company.

Come per la formula della Coca, mai rivelata a pubblico e competitori, anche la bottiglia di carta ha un "segreto", che tuttavia l'amministratore delegato Michael Michelsen non tiene nascosto: "Le bottiglie sono ricavate da un singolo pezzo di materiale basato su fibre cartacce ed è questo che dà loro la resistenza necessaria per non rompersi sotto la pressione di una bevanda frizzante". Il test servirà anche a verificare se saranno abbastanza resistenti per sopportare lo sballottamento inevitabile dei trasporti. Al tempo stesso si tratta di una materia modellabile, per darle l'aspetto che i disegnatori del marchio preferiscono.

Le bottiglie in plastica sugli scaffali di un supermarket in California (foto: Justin Sullivan/Getty Images) 

Anche se l'esperimento avrà successo, gli esperti del settore credono che nella prima fase la Coca-Cola in bottiglie di carta occuperà soltanto una nicchia del mercato: "In molti paesi le bottiglie di plastica vengono massicciamente riciclate", dice alla Bbc Fin Slater, direttore della rivista di categoria Packaging Europe, alimentando un business, quello del riciclaggio della plastica appunto, che non potrà essere rapidamente smantellato. E poi naturalmente c'è una questione di costi: le bottiglie di plastica sono economicamente vantaggiose.

Coca-Cola in lattina in uno stabilimento vietnamita (foto: Hoang Dinh Nam/Afp via Getty Images) 

Ma non sembrano esserci dubbi che siamo davanti a una svolta. Mentre affronta la questione delle conseguenze negative per la salute, producendo sempre più drink privi di zuccheri, la Coca-Cola si è ora impegnata a produrre zero rifiuti entro il 2030. E non è soltanto la storica azienda di Atlanta a scommettere il proprio futuro sulla carta: dalla vodka Absolute alla birra Carlsberg ci stanno provando altri.

Nonostante le difficoltà legate a tecnologia, duttilità e design, è utile ricordare che un tempo anche il latte e i succhi di frutta avevano contenitori di vetro o plastica, ma poi sono passarti al cartone; e lo stesso ha fatto perfino parzialmente il vino. Pur con "tutte quelle bollicine", per citare Vasco Rossi, un giorno tutta la Coca potrebbe essere venduta in bottiglie di carta.