Il grande freddo gela il Tamigi dopo 57 anni. E non è una buona notizia

L'ultima volta che il Tamigi si ghiacciò del tutto, nel 1814 
La corrente di aria siberiana che ha investito la Gran Bretagna, con temperature percepite fino a -15 a causa del vento, è un evento estremo tipico del clima che muta e minaccia la salute del pianeta. Riporta ai secoli scorsi quando il fiume si gelava quasi ogni anno e sulla sua spessa superficie si tenevano anche fiere e spettacoli
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LONDRA - Gli inglesi lo chiamano "Father Thames", perché lo considerano il padre simbolico del loro paese, sulle cui rive sorge la capitale, sulle cui acque sono ambientati romanzi specchio del carattere nazionale, uno su tutti il celebre "Tre uomini in barca" di J.K. Jerome. Ma nelle acque di alcuni tratti del Tamigi in questi giorni nessuna barca potrebbe navigare, perché il fiume si è ghiacciato: stamane i giornali sono pieni di foto di uccellini che ci camminano sopra, come se fosse solida terraferma.

E' l'effetto del grande freddo che ha investito la Gran Bretagna, una corrente di aria siberiana, qui ribattezzata "the Beast from the East" (la bestia ovvero il mostro dell'Est), in virtù della quale le temperature sono scese nella notte fino a meno 7 gradi centigradi a Londra, effetto reale meno 15 a causa del vento gelido, e ancora più in basso nel nord del paese, in particolare in Scozia.

1814, una fiera sul Tamigi ghiacciato con balli e corse dei cavalli 

Non succedeva dal lontano 1963, cinquantasette anni or sono, che il Tamigi si congelasse. Lo spettacolo, che nonostante il freddo ha attirato lungo le rive folle di curiosi, induce qualcuno a mettere in dubbio il cambiamento climatico. In realtà la rarità dell'evento conferma che nell'ultimo mezzo secolo il clima si è fortemente surriscaldato.

Fiume Tamigi, Londra, inverno del 1963 

Una volta, infatti, il ghiaccio sul Padre Thames era la norma, non l'eccezione. Tra il settimo secolo e l'inizio del diciannovesimo secolo, il fiume si congelava quasi ogni inverno, spesso per settimane o mesi, al punto da indurre la popolazione di Londra a organizzare le Frost Fairs, le Fiere del Gelo: sul Tamigi si formava uno strato di ghiaccio così duro e spesso che ci camminavano sopra non solo gli uccellini, come avviene oggi, ma anche le persone, le slitte, le carrozze e ci si montavano tende, bancarelle, palcoscenici per spettacoli di strada. Lo si poteva attraversare a piedi da una riva all'altra senza bisogno dei ponti. Come testimoniano stampe, disegni e quadri delle epoche passate.

Tamigi parzialmente ghiacciato nell'inverno del 1910 

Dopo l'avvento della rivoluzione industriale, gradualmente il fiume si è ghiacciato sempre meno e ora appunto non accadeva da oltre mezzo secolo. Quella di questi giorni è dunque una perturbazione estrema, spiegano i meteorologi, tipica proprio del cambiamento climatico che minaccia la salute del pianeta. Del resto, anche le nevicate dei giorni scorsi in tutto il Regno Unito sono diventate una rarità, rispetto non solo a secoli or sono ma anche soltanto a vent'anni fa, quando erano assai più frequenti: adesso ci sono inverni in cui a Londra non nevica mai. La metropoli coperta da una pesante coltre bianca, come la dipinge un famoso cartone animato, "La carica dei 101", è per molti londinesi un lontano ricordo. Una ragione di più affinché il summit dell'Onu sul clima, in programma a Glasgow nel novembre prossimo, debba recuperare il tempo perduto e fissare nuovi impegni internazionali per ridurre le emissioni di gas nocivi nell'atmosfera. Altrimenti, per rivedere il Tamigi ghiacciato lungo le sponde dell'ex-Londinium, come si chiamava la città fondata dai Romani nel 43 dopo Cristo, bisognerà aspettare un altro mezzo secolo.