Il governo

Roberto Cingolani alla Transizione ecologica: uno scienziato per guidare l'Italia verso un futuro a emissioni zero

Il giuramento: Roberto Cingolani (a sinistra). neoministro della Transizione ecologica (agf)
È dunque caduta sul fisico la scelta del presidente del Consiglio incaricato Mario Draghi per riempire quella casella appena nata: ministro di un ministero mai esistito prima eppure centrale negli anni a venire
1 minuti di lettura

Un fisico, uno scienziato per guidare la transizione dell'Italia verso un futuro a emissioni zero. È dunque caduta su Roberto Cingolani la scelta del presidente del Consiglio incaricato Mario Draghi per riempire quella casella appena nata: ministro di un ministero mai esistito prima eppure centrale negli anni a venire.
 

IL PENSIERO  Sapiens - Il ritmo del progresso
 

Ma Cingolani non è nuovo a sfide di questo genere. Nel suo curriculum spicca la direzione, dalla nascita, nel 2005, fino a due anni fa dell'Istituto italiano di Tecnologia, che sotto la sua guida ha saputo imporsi come centro di eccellenza internazionale su temi di frontiera, come la robotica e l'Intelligenza artificiale.

Nato a Milano sessant'anni fa, Cingolani si è laureato in fisica all'Università di Bari, dove ha conseguito anche il dottorato, per poi specializzarsi alla Normale di Pisa. E' stato ricercatore al Max Planck Institut di Stoccarda, in Germania, visiting professor all'Institute of Industrial Sciences della Tokyo University e alla Virginia Commonwealth University, negli Stati Uniti. Nel 2000 è diventato professore ordinario di Fisica Sperimentale all'Università di Lecce. E un anno dopo nella città pugliese ha fondato e diretto il National Nanotechnology Laboratory dell'Isituto Nazionale di Fisica della Materia.

 

Grande organizzatore, viene scelto nel 2003 dall'allora ministro delle Finanze Giulio Tremonti e dal suo consigliere Vittorio Grilli come direttore scientifico del neonato Iit di Genova. Una struttura unica nel suo genere in Italia, anche perché può contare su un finanziamento da 100 milioni di euro l'anno e su un profilo giuridico particolare: un istituto pubblico governato come una fondazione privata. L'anomalia dell'Iit finisce per attirare su Cingolani gli strali di parte del mondo accademico italiano. Lui risponde rivendicando i risultati dei suoi laboratori e soprattutto la capacità di attrarre talenti anche stranieri in un Paese che di norma non riesce a trattenere neppure i suoi di scienziati.

 

Le polemiche si fanno ancora più infuocate nel 2016 quando l'allora premier Matteo Renzi decide di affidare a Cingolani la progettazione di un polo scientifico da realizzare nell'ex area Expo a Milano. Il fisico propone lo Human Technopole, una città della medicina del futuro. E il governo approva senza confrontarsi - è l'accusa di gran parte del mondo scientifico italiano - con Università e centri di ricerca pubblici.

Finito il suo mandato all'Iit, dal 1º settembre 2019 Cingolani è responsabile dell'innovazione tecnologica di Leonardo. Un incarico durato poco più di un anno, vista la convocazione nella squadra di Draghi. Ora il fisico-manager dovrà gestire la transizione ecologia dell'Italia. E i 70 miliardi che, sui 209 totali, secondo la Commissione Ue il nostro Paese dove investire per rivoluzionare trasporti ed energia. Con l'obiettivo di azzerare le emissioni di CO2 entro il 2050.