Completato l'elettrodotto sotterraneo Cortina-Auronzo che sfida il meteo

Completato l'elettrodotto sotterraneo Cortina-Auronzo che sfida il meteo
Alla vigilia dei Mondiali di sci alpino 2021 conclusa da Terna la linea che garantirà l'erogazione dell'energia elettrica anche in caso di eventi meteorologici estremi, sempre più frequenti sulle Dolomiti
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Niente più blackout a Cortina, niente più interventi di emergenza per ripristinare l’erogazione dell’energia elettrica dopo le nevicate più abbondanti. Proprio alla vigila dei mondiali di sci alpino (in programma tra il 7 e il 21 febbraio) Terna ha infatti inaugurato un nuovo elettrodotto che unisce il Cadore con la Conca Ampezzana: 24 chilometri di linea ad alta tensione, da Auronzo a Cortina, completamente interrata e quindi al riparo dagli eventi meteorologici estremi che negli ultimi anni hanno colpito le Dolomiti con frequenza e violenza sempre maggiori.

Se l’obiettivo era lo svolgimento dei mondiali 2021 in completa sicurezza, l’iniziativa parte da lontano: da quel Natale del 2013 in cui Cortina si ritrovò completamente al buio durante le vacanze: cene a lume di candela, comunicazioni interrotte (erano muti anche i cellulari) con migliaia di turisti isolati. Fermi anche gli impianti di riscaldamento, i distributori di carburante e pure l’industria dello sci, paralizzata – paradossalmente – dall’eccesso di neve.

Tutta colpa delle “nuove nevicate”, con neve sempre più umida e pesante, che schianta le piante al suolo, talvolta sulle linee elettriche, in una zona di valli strette e impervie dove la rete di energia non prevede percorsi alternativi. E dove gli interventi di emergenza sono complicatissimi, spesso con la necessità di usare l’elicottero, se la visibilità lo consente, perché quando si blocca la viabilità ordinaria diventa impossibile raggiungere (e riparare) le interruzioni sulla linea.

La richiesta del territorio fu unanime: «Mettete le linee sotto terra». Una soluzione che di fatto elimina anche la necessità di manutenzione costante sulla linea, per mantenere il bosco distante da cavi e tralicci. E così è stato, con un intervento da 60 milioni di euro, realizzato da 27 imprese diverse, che ha visto l’interramento dei cavi dell’alta tensione sotto sentieri e percorsi di montagna già esistenti. In alcuni tratti – ad esempio sotto torrenti e strade – è stata usata una tecnica di trivellazione orizzontale che non richiede scavi a cielo aperto. Un’opera che ha messo d’accordo anche le istanze ambientaliste perché si tratta di una infrastruttura di fatto “invisibile” senza squarci nel bosco per consentire il passaggio dei cavi.

Realizzata in 13 mesi, appena in tempo per i mondiali, la nuova linea elettrica darà sicurezza in prospettiva anche alle Olimpiadi del 2026 (in programma fra Cortina e Milano) ma è solo un tassello del programma di investimenti che Terna ha previsto in Veneto nei prossimi cinque anni.

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