L'ufficio in casa, se i designer progettano tavoli e sedute rispettando l'ambiente

Mesamachine, Jaime Hayo, American cherry (Foto di David Cleveland) 
Progetto Connected: 9 tra i principali progettisti internazionali sono stati chiamati a creare arredi originali e fuori dagli schemi per i propri uffici in casa al tempo di Covid. Non solo belli ma "buoni". Con un'impronta di carbonio negativa
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Cosa hanno in comune designer di tutta Europa come Ini Archibong, Maria Bruun, Studio Pepe, Jaime Hayon, Heatherwick Studio, Sebastian Herkner, Sabine Marcelis, Studio Swine e Maria Jeglinska-Adamczewska? In poche parole, una foresta, gli arredi imposti dallo smart working e l'amore per il design rispettoso dell'ambiente. Tutto ha avuto inizio quando American Hardwood Export Council, Benchmark Furniture e London Design Museum hanno commissionato proprio a nove dei principali progettisti internazionali la creazione di tavoli e sedute originali e fuori dagli schemi per i propri uffici in casa al tempo di Covid. Arredi non solo belli ma "buoni".

Candy Cubicle, Sabine Marcelis, American maple (Foto di David Cleveland) 

La vita è cambiata e siamo costretti a lavorare in smart working? Il "Life Cycle Assessment" dimostra che tutte le sedie e scrivanie progettate sono rispettose dell'ambiente e superano la "carbon neutrality". In soldoni: lasciano un'impronta di carbonio negativa. I designer hanno potuto scegliere tra tre legni sostenibili - la quercia rossa, l'acero e il ciliegio americani - e sono stati invitati a tenere traccia del loro viaggio creativo per raccontare come hanno sviluppato i loro prototipi. Questi video-diari sono confluiti all'interno di un documentario che accompagna lo spettatore in un viaggio che ripercorre l'intero processo, dalle abitazioni dei designer dove sono nati i concept, ai laboratori di Benchmark Furniture dove i pezzi sono stati prodotti, fino al Design Museum dove sono stati esposti per un mese, mentre ora sono visibili in modo permanente come mostra virtuale.

Spiega David Venables, direttore europeo di AHEC (American Hardwood Export Council): "La situazione generata dal Covid è un'opportunità per riflettere sulle grandi sfide del pianeta e decidere la direzione in cui procedere per migliorare le cose. Prima della pandemia tutto sembrava possibile, ora invece è chiaro che i grandi cambiamenti cui stiamo assistendo oltre a paralizzarci in tante cose, modificheranno le vite delle prossime generazioni. Bisogna ripensare il modo in cui viviamo, consumiamo, ci muoviamo". Anche il progetto Connected è stato dunque un'opportunità? "Quando abbiamo chiesto ai designer come volevano sviluppare il brief, ciò che è emerso è che con i loro pezzi volevano migliorare la qualità di vita delle persone. A partire dal fatto che ormai ogni postazione di lavoro è diventata un piccolo set televisivo, Heatherwick Studio ha deciso di incorporare la natura nel tavolo di lavoro; Jaime Hayon ha invece esplorato soluzioni polifunzionali dove accanto allo spazio per il laptop c'è quello per far sedere i bambini; mentre Sabine Marcelis si è concentrata sul ridurre gli ingombri di spazio ed ecco che è nata una scrivania che si chiude come una scatola, da riporre in un angolo".

Ma cosa intendiamo quando parliamo di design sostenibile? Secondo Venables "significa aver ben presente una serie di questioni: la materia prima e la sua provenienza - nel caso del legno da foreste a gestione sostenibile, l'impatto sull'ambiente di materia, produzione e trasporti, il ciclo di vita del prodotto, ma anche il ruolo che il prodotto di design gioca nel far riflettere sulle grandi sfide del nostro tempo".

Stem, Heatherwick Studio, American maple (Foto di  David Cleveland) 

Se considerati in gruppo, i progetti di Connected sono più che a emissioni zero. Il potenziale del riscaldamento globale totale (GWP) - spesso indicato come "impronta di carbonio" - dei nove lavori di Connected è - 342kg di CO2 equivalente. La carbon neutrality è stata ottenuta perché il carbonio immagazzinato nel legno impiegato, insieme a una piccola compensazione dovuta all'utilizzo di scarti del processo per la produzione di energia, supera tutte le emissioni di carbonio generate durante l'estrazione, la produzione e il trasporto delle materie prime, la lavorazione in Benchmark e la consegna dei prodotti finiti al Design Museum.