Mobilità sostenibile

"Oggi l'elettrico, domani l'idrogeno: così corrono i bus in Emilia-Romagna"

(Tpr) 
La Tper vanta una delle flotte più ecologiche d’Italia. Grazie anche a car sharing e un'app che aiuta a trovare servizi e parcheggio. "Una mobilità dolce per raggiungere l'obiettivo: tutti i mezzi fossil free entro il 2030", spiega la presidente Giuseppina Gualtieri.
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Dal car sharing ai treni, dai tradizionali e vecchi bus a diesel a quelli elettrici e a metano liquido. E, in futuro, anche a idrogeno. Tper, l’azienda di trasporti dell’Emilia-Romagna, ha confermato tutti gli investimenti nonostante la pandemia e si vanta di avere una delle flotte più ecologiche d’Italia. "Il nostro obiettivo è avere tutti i mezzi fossil free entro il 2030", spiega la presidente Giuseppina Gualtieri.

Giuseppina Gualtieri, presidente di Tper, l’azienda di trasporti dell’Emilia-Romagna 


L’Italia è ancora indietro rispetto all’Europa per i mezzi a emissioni zero, perché?

"Il tema è vero, ed è riconosciuto da anni dalle stesse istituzioni. C’è un ritardo oggettivo negli investimenti per il rinnovo dei mezzi, che da noi hanno un’età media di 12-13 anni contro i 7 della media europea. Però negli ultimi anni qualcosa è cambiato, c’è la volontà di recuperare questo gap, con più investimenti sui mezzi e strategie ambientali complessive".

Cosa significa?

"Che le aziende fanno investimenti sull’innovazione tecnologica, per esempio sull’elettrico, sul metano e anche sulla digitalizzazione, ma poi servono anche strategie più ampie. Tper si occupa per esempio di trasporto ferroviario, di trasporto su gomma e da ultimo anche di Corrente, il nostro car sharing elettrico di Bologna e Ferrara che conta su 280 auto".

Cosa c’entra il car sharing?

"È una nostra iniziativa, portata avanti con soci privati e senza contributi pubblici. Dovendo contribuire a ridurre le emissioni, non poteva che funzionare con auto elettriche fin dall’inizio, questa è attenzione alla sostenibilità. Ci sono 28.700 iscritti e in due anni le auto hanno percorso più di 3,2 milioni di chilometri, risparmiando all’atmosfera 323 tonnellate di CO2 rispetto all’uso di auto a motore termico, spingendo molti a eliminare la seconda auto familiare. Il servizio poi è 100% green: anche l’energia utilizzata per le ricariche proviene da fonti rinnovabili".

Ma non “rubate” passeggeri ai vostri autobus?

"No, il sistema è complementare al trasporto pubblico. Siccome tutti dobbiamo ridurre il nostro impatto ambientale c’è spazio per una crescita della mobilità dolce, condivisa e del trasporto pubblico. È anche per questo che abbiamo lanciato “Roger”, la nostra app che consente di accedere a vari servizi di trasporto e parcheggio".

Rimanendo sul tradizionale, come sta cambiando la flotta di Tper?

"Sugli autobus la strategia punta a mezzi nuovi, innovazione e qualità del servizio. Nei centri urbani puntiamo sull’elettrico mentre nell’extraurbano sul metano liquido, anche bio: siamo tra i primi in Europa per questo tipo di investimento. I mezzi a trazione elettrica, tra filobus e bus a batteria, sono 103. I mezzi ibridi sono invece 85, abbiamo la flotta ibrida più numerosa in Italia, mentre quelli a metano compresso sono 313. Per quanto riguarda i mezzi a metano liquido entro fine 2021 ce ne saranno 71 in circolazione e permetteranno di ridurre di 1,8 milioni di litri all’anno i consumi di gasolio. Il nostro obiettivo è lavorare affinché tutta la flotta sia fossil free entro il 2030. Ma abbiamo già raggiunto, con cinque anni di anticipo, gli obiettivi delle direttive comunitarie sulla quota di veicoli green nelle gare pubbliche".

L’elettrico è una tecnologia matura?

"Noi stiamo già facendo le gare, ma bisogna stare molto attenti perché i mezzi devono avere una tenuta sul mercato. La tecnologia elettrica ha bisogno di maturare e la sua evoluzione potrebbe diventare ancora più rapida nei prossimi anni, con autonomie maggiori. L’importante è costruire strategie d’investimento che durino anni. Noi siamo partiti con un primo investimento sulle linee con percorrenza minore, poi pian piano ci allargheremo. Nel frattempo ci stiamo attivando per investire anche sull’idrogeno".

In che modo? E con che tempi?

"Partecipiamo a vari studi da qualche anno e recentemente siamo entrati in un progetto con altre aziende mettendoci a disposizione per testare l’uso dell’idrogeno anche nel trasporto pubblico. Ci vorranno pochi anni per arrivarci, ci sono già varie tecnologie, anche se con caratteristiche diverse".

Non è che gli investimenti li scaricate sul costo dei biglietti?

«Le tariffe sono di competenza delle istituzioni. Tra l’altro il governo, considerando il momento complicato, ha consentito di finanziarie investimenti per il rinnovo dei mezzi fino al 100% con fondi pubblici. Noi abbiamo sempre fatto un co-finanziamento e in qualche caso ci siamo mossi solo con risorse nostre. In passato abbiamo anche emesso un bond per finanziare gli investimenti trovando risorse sul mercato».

Il Covid non vi ha fermato?

"Non sul fronte ambientale e sugli investimenti, anche grazie alle politiche nazionali e regionali che non hanno interrotto i finanziamenti. Le perdite in bilancio che inevitabilmente ci saranno non metteranno in discussione la solidità dell’aziende né il piano degli investimenti".