Territorio

L'erosione delle rocce rimuove meno CO2 di quanto si pensasse

Uno dei processi di rimozione dei gas serra dell'atmosfera avviene tramite l'erosione delle rocce causata dagli agenti atmosferici. Ma meno del previsto
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Cattive notizie per la salute del pianeta Terra. Un'équipe di scienziati della University of Cambridge ha appena scoperto che l'erosione delle rocce causata dagli agenti atmosferici "rimuove" meno gas serra dall'atmosfera (in particolare anidride carbonica) di quanto si pensasse finora. I risultati della ricerca, pubblicati sui Proceedings of the National Academy of Science, suggeriscono quindi un ridimensionamento dei meccanismi naturali responsabili dell'eliminazione dei gas serra, e in particolare dell'esatto ruolo delle rocce e della loro erosione nel mitigare il riscaldamento globale su scale temporali di milioni di anni. Il lavoro degli scienziati, inoltre, apre un nuovo interrogativo: dal momento che sembra che l'erosione delle rocce non sia così significativa nella rimozione dei gas serra, potrebbero esserci altri meccanismi che agiscono a tempi molto lunghi, e che ancora non conosciamo.

La questione, in realtà, è dibattuta da tempo. In generale, i processi erosivi dei rilievi montuosi e delle rocce hanno due conseguenze opposte sull'anidride carbonica dell'atmosfera. Da una parte le rocce, erodendosi e disgregandosi a causa degli agenti atmosferici, possono "intrappolare" l'anidride carbonica, sottraendola così all'atmosfera; d'altro canto, però, l'erosione espone all'aria nuove rocce, e i batteri che vivono sulla loro superficie sfruttano questo meccanismo per processi nutritivi che hanno come risultato la produzione di nuova anidride carbonica. La difficoltà sta nel capire quanto vale il bilancio netto tra i due fenomeni: già nel 2018, un'équipe di scienziati della Woods Hole Oceanographic Institution aveva ipotizzato, studiando la catena montuosa centrale di Taiwan, uno dei rilievi che nel mondo subisce di più il danno dell'erosione, che l'effetto di rimozione dell'anidride carbonica fosse molto più debole (e complicato da comprendere) rispetto al previsto.

Le nuove misure e osservazioni sembrano confermare questa ipotesi: "Sappiamo che l'erosione atmosferica è una sorta di termostato planetario", ha spiegato Ed Tipper, del Department of Earth Sciences di Cambridge, "che, insieme ad altri fattori, rende la terra abitabile. Diversi scienziati hanno a lungo suggerito che questa sia la ragione per cui sul nostro pianeta l'effetto serra non sia forte e incontrollabile come lo è su Venere: l'idea è che bloccando l'anidride carbonica nei sedimenti rocciosi, gli agenti atmosferici la rimuovano dall'atmosfera per lunghi periodi di tempo, riducendo l'effetto serra e riducendo globalmente la temperatura". Già, ma quanto? "I nostri calcoli", continua, "mostrano che in tutto il mondo i flussi degli agenti atmosferici sono stati sovrastimati fino al 28%. Il maggiore impatto si è osservato in corrispondenza dei fiumi che scorrono nelle regioni montuose, dove le rocce vengono erose più facilmente".

Per valutare la portata degli agenti atmosferici nella rimozione di anidride carbonica, gli scienziati hanno misurato la quantità di sodio disciolto nelle acque fluviali, dal momento che il sodio viene tipicamente rilasciato quando i silicati, elementi costitutivi di base della maggior parte delle rocce terrestri, si dissolvono in acido carbonico, una "miscela" di anidride carbonica nell'atmosfera e di acqua piovana. Il gruppo di Tipper ha però scoperto che non tutto il sodio proviene da questo processo: "Abbiamo individuato", spiega Emily Stevenson, un'altra degli autori del lavoro, "un'ulteriore fonte di sodio nelle acque dei fiumi di tutto il mondo. E questo sodio in eccesso non proviene da silicati, ma da argille più vecchie, erose nei bacini fluviali". Si tratta di "brodi" di argilla e acqua formatisi dall'erosione continentale milioni di anni fa, che vengono ora a loro volta erosi dai fiumi moderni e vi riversano una certa quantità di sodio. Dunque, ripercorrendo la catena all'indietro, gli scienziati hanno compreso che il fenomeno dell'erosione atmosferica è responsabile soltanto in parte dei processi chimici di rimozione dell'anidride carbonica che finora gli erano attribuiti.

Di chi è la colpa (o il merito), dunque? Non lo si sa ancora con precisione: una delle ipotesi avanzate dagli scienziati è che parte della rimozione della CO2 sia a imputare alla dissoluzione dei silicati sul fondo dell'oceano o sugli archi vulcanici: "Probabilmente", conclude Tipper, "dobbiamo ampliare il nostro campo visivo e guardare altrove".