L'allarme

Norvegia, l'invasione dei granchi giganti che arrivano dalla Russia

Squisiti da mangiare, arrivati dalle acque territoriali russe negli ultimi decenni. Per molti pescatori sono stati la salvezza dalla rovina finanziaria. Ma questi supergranchi espandono il loro habitat a spese di molte altre specie marine. E ora Oslo corre ai ripari
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BERLINO - I pescatori norvegesi, scherzosamente, li chiamano "l'Armata rossa di Stalin". Sono enormi granchi giganti, squisiti da mangiare. Emigrati dalle acque territoriali russe nel corso degli ultimi decenni. Per molti pescatori e allevatori di pesce, specie nel villaggio costiero di Bugoynes a nord del circolo polare artico ma anche altrove lungo la parte nord della splendida costa norvegese, i "giganti russi" sono stati la salvezza dalla rovina finanziaria, visto che i piccoli gruppi di pescatori indipendenti non reggono la concorrenza con le grandi compagnie di pesca e le loro navi oceaniche. Ma c'è un rovescio della medaglia: i supergranchi venuti dall'Est espandono il loro habitat a spese di molte altre specie marine, e puntano persino verso le isole Lofoten. Per cui i pescatori norvegesi cercano di catturarli e farli vivere in grandi vasche chiuse.

I "compagni granchi" sono stati la nostra salvezza, eravamo tutti verso la bancarotta a causa della pesca industriale e della politica di quote-limite di pesca del merluzzo, adesso siamo divenuti persino un villaggio-attrazione per il turismo, narrano al Guardian i pescatori norvegesi di Bugoynes. Dall'inizio degli anni Ottanta, in piena guerra fredda, cominciarono ad arrivare i granchi russi, attorno al fiordo di Varanger. Venivano dalla baia di Murmansk, il grande porto e base militare artico, ed erano una specie coltivata dagli scienziati sovietici al fine di migliorare produttività e condizioni di vita degli abitanti locali e probabilmente anche l'export alimentare dell'Impero, che cercava di restare in piedi con ogni mezzo, schiacciato dai costi del mostruoso riarmo atomico e convenzionale lanciato da Brezhnev e proseguito fino all'arrivo al potere di Gorbaciov, e dai costi della sanguinosa guerra in Afghanistan e dell'occupazione di Europa di Mezzo e Balcani, senza contare le armi fornite a dittature mediorientali non sempre solventi.

Erano molto piú grossi e piú buoni dei granchi bruni che in Norvegia si pescano piú a sud, dicono ancora i pescatori. Vendibilissimi sul mercato, adorati dai buongustai, i supergranchi russi cominciarono subito a creare problemi: quando finivano nelle reti dei pescherecci, le tagliavano con le loro enormi pinze o chele e insieme a loro fuggivano tutti i pesci pescati affrontando gelo e onde del Mare del Nord. Ma pescandone sempre di piú la Norvegia arrivò a guadagnare oltre 9 miliardi di dollari dal loro export in un solo mese di ottobre degli anni Ottanta. Guadagni triplicati per i pescatori, autorizzati a vendire i loro "king crabs" a oltre 24 dollari al chilo, in un mondo in cui l'arrivo dei granchi russi e l'evoluzione del gusto nella gastronomia aveva triplicato il prezzo dei granchi. La Norvegia ha appena annunciato che nel 2021 aumenterà le quote di pesca consentita dei supergranchi del 18 per cento, cioè a 1810 tonnellate.

Manna per i pescatori e le loro famiglie, ma problema per altri. I supergranchi cominciarono presto a divorare in mare ogni cibo preferito dai merluzzi, altra specie la cui pesca è vitale per l'economia. Allora i pescatori norvegesi e il governo hanno escogitato un mix di misure: le genti del mare pescano con ogni esca e con reti robustissime i supergranchi di ogni età e li portano in grandi vasche, dove continuano a vivere allevati e ben nutriti senza rubare cibo alle altre specie. Il governo, per ridurre o eliminare il numero dei supergranchi, ha autorizzato chiunque abbia una barca, anche senza licenza di pesca, a pescarli. Ma nessuna lotta ai "compagni supergranchi" li renderà meno amati e ricercati nel mondo dei ristoranti di lusso, ovunque. Trovare una soluzione insieme ambientalista ed efficace, ed economicamente sostenibile per i pescatori di ogni tipo di pesce o crostaceo, è dunque difficilissimo. Forse al Cremlino Putin e i suoi ministri generali e ammiragli se la ridono.