Agenzia Ue: stop all'uso intenzionale di microplastiche dal 2028

La proposta contenute nel parere conclusivo dell'Echa, l'agenzia europea per le sostanze chimiche. Per evitare la dispersione nell'ambiente di 500mila tonnellate in 20 anni
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BRUXELLES - Far scattare dal 2028 il divieto assoluto di immissione sul mercato di prodotti con microplastiche aggiunte dopo un periodo transitorio di sei anni: è la proposta contenute nel parere conclusivo dell'Echa, l'agenzia europea per le sostanze chimiche, sull'applicazione dello stop alle microplastiche intenzionalmente aggiunte nei prodotti che dovrebbe entrare in vigore nel 2022. Il divieto, spiega l'agenzia, dovrebbe riguardare cosmetici, prodotti per la pulizia e il bucato, fertilizzanti, prodotti fitosanitari e rivestimenti per semi ed eviterà che 500mila tonnellate di microplastiche finiscano nell'ambiente nei prossimi 20 anni.

Secondo quanto sostiene l'agenzia Ue, su vernici e inchiostri, che possono contenere microplastiche ma che non sempre portano alla loro dispersione nell'ambiente, non ci sarà divieto, ma monitoraggio. L'impatto economico totale della restrizione è stimato tra i 10,8 e 19,1 miliardi di euro nello stesso periodo, a seconda di come saranno affrontati i rischi ambientali, riformulate le miscele per i prodotti e sostituite le microplastiche con materiali alternativi.

L'Echa invierà ora il parere alla Commissione europea che lo terrà in conto come riferimento scientifico per le prossime iniziative legislative che dovrebbero vedere la luce l'anno prossimo. Le restrizioni dovrebbero passare attraverso il regolamento sui prodotti chimici (REACH), proposte dalla Commissione europea e votate dagli Stati membri dell'Ue nel comitato REACH, ed esaminate dal Consiglio e dal Parlamento europeo.