L'iniziativa

GreenCare, un premio per chi si prende cura del verde cittadino

(Credits: Premio GreenCare/Facebook) 
A Napoli l’idea di Benedetta de Falco per "moltiplicare l’effetto positivo delle azioni green"
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Non sempre c’è un riconoscimento per il lavoro che non porta profitti economici. E così c’è un esercito silenzioso che migliora la vivibilità delle nostre città, ma che nessuno vede. A Napoli, una donna ha inventato un premio per ringraziare chi si impegna attivamente nella tutela del verde cittadino. E non è un grazie simbolico. Il premio GreenCare è nato per dare un aiuto reale a chi, in maniera assolutamente volontaria, si prende cura dell’“anima verde” della metropoli. Un premio in denaro con cui le associazioni negli anni hanno comprato guanti, rastrelli, sacchi, tosaerba, trattori e hanno continuato a fare meglio ciò che già facevano.
 
(Credits: Premio GreenCare/Facebook) 

I primi ad essere premiati nel lontano 2016 sono stati i cittadini dell’”Associazione Incisivi”, che si occupavano, con fondi propri, delle aiuole del rione Incis di Ponticelli, periferia molto povera e di frontiera. Con i 5 mila euro del GreenCare gli “Incisivi” hanno comprato un trattorino. Anche “I pollici verdi di Scampia”, angeli custodi del parco pubblico “Corto Maltese”, un giardino di 22 mila metri quadri, con il premio hanno comprato pale, rastrelli e un tosaerba. Parliamo di movimenti nati sui social network, di cittadini che si incontrano il sabato e la domenica per dare il loro contributo per il bene comune. Noi incontriamo Benedetta de Falco, che da quattro anni è la mente e il volto di GreenCare, proprio a Scampia nel grande parco pubblico “Corto Maltese”, rinato grazie all’impegno dei cittadini.
 
“GreenCare è nato per sottolineare il lavoro di chi, in maniera volontaristica, si occupa di beni comuni green - spiega Benedetta de Falco – Ci siamo resi conto che a Napoli, a fronte di un venire meno delle energie degli amministratori pubblici, cresceva un grande volontariato urbano”.
 

Il premio in sé è nato come una sfida. “Un mio amico, Mauro Giancastro una sera mi dice: ‘Benedetta ti lancio una sfida: fai un premio per il giardino perduto! Io gli ho risposto che era pazzo e con tutto quello che avevo da fare mi mancava solo un premio. La mattina dopo mi sono svegliata all’alba e avevo nella mente chiaro cosa e come volevo strutturare il premio. Ho cominciato a chiamare i miei contatti, Riccardo Motti, direttore Orto Botanico di Portici, mi dice subito di sì. Mariella Utili, già segretario regionale del ministero dei Beni e le attività culturali e del turismo per la Campania, è entusiasta. Judith Wade, presidente Grandi Giardini Italiani da Como, mi dice che lei c’è. Ho cominciato dalle persone e tutti mi hanno detto: "Sono con te". Il passo successivo è stato passare alle fondazioni. Oggi abbiamo una giuria tecnica a livello nazionale e ogni socio investe una quota associativa che diventa il tesoretto con cui costituire ogni anno il premio, che viene consegnato a giugno”.
 
Cittadini che sostengono altri cittadini a prendersi cura del verde come bene comune. Il premio (con candidatura dal basso) ha 4 sezioni: verde pubblico (con premio in denaro), associazione impegnata nel verde (con premio in denaro), verde privato, arte contemporanea in  giardino. Ma la particolarità di GreenCare è che, nato come premio, poi è entrato nelle scuole, ha creato una collana di libri, ha stampato una mappa green della città di Napoli, o, per esempio, ha regalato un campetto da calcio per i ragazzi di Capodimonte.
 
Nelle scuole elementari di Napoli e Caserta GreenCare ha portato piccole favole ambientate nei giardini della città, il chiostro Santa Chiara, l’Orto botanico, Villa comunale e quest’anno nel Real Bosco di Capodimonte. Ogni favola ha sempre con una piccola morale, sullo stile di Esopo. Sono stati coinvolti 12 mila bambini, con le loro famiglie e gli insegnati.
 
Quest’anno i bambini di Napoli riceveranno gratis il libro La vita segreta di una volpe nel Real bosco di Capodimonte che racconta la storia di una volpe che, notando l’assenza degli uomini dal bosco, si interroga sul coronavirus percorrendo prima il bosco in lungo e in largo e poi entrando nel museo deserto e fermandosi davanti a un bellissimo quadro di Filippo Palizzi, “Dopo il diluvio”,  dove c’è la scena dell’arca di Noè che viene aperta.
 
E poi ci sono le azioni dimostrative. GreenCare, in rete con altre associazioni, come “Retake Napoli”, “Sii turista della tua città”, “I Pollici verdi”, “Fai giovani”, pulisce i giardini storici della città e invita amministrazione e cittadini a fare la loro parte. Sono state fatte delle azioni in villa Comunale, al parco Virgiliano, nelle aiuole di piazzale Tecchio, nel giardino degli Agrumi dell’Archivio di stato, a Parco Maltese a Scampia, al Tondo di Capodimonte con le scale e i giardini della principessa Iolanda. Ogni volta sono stati raccolti sacchi di rifiuti e erba e tutto è stato conferito secondo i rigidi criteri della raccolta differenziata, in modo da diventare un esempio virtuoso per il quartiere.

Anche se, nonostante le “azioni dimostrative”, questi sono angoli preziosi e storici della città, in cui la situazione “verde pubblico” non è certo perfetta, anzi. “È vero, c’è ancora tantissimo da fare, però si vede un cambio di passo - dice de Falco - Napoli ha un verde storico, quando perdi un albero monumentale lo hai perso per sempre. Non serve solo un’attività emergenziale straordinaria, ci vuole una ordinarietà nella cura del verde”.
 
GreenCare ha anche una collana di libri, tra cui per esempio “uno dedicato alle camelie nei giardini della regione Campania- racconta ancora de Falco -  una varietà botanica di cui esistono 300 specie diverse. Non molti sanno che le prime camelia arrivata nell’Europa continentale dall’Inghilterra furono quelle del giardino inglese della Reggia di Caserta”.
 
GreenCare ha stampato anche una mappa, in italiano e in inglese, con i 37 parchi e giardini di Napoli e tutte le informazioni utili, dalla fontanella al beverino per il cane, dalla panchina all’ombra al parco giochi per bambini. Una preziosa guida ai gioielli verdi di Napoli.
 
Durante l’anno, al di là del premio, per mantenere alta l’attenzione GreenCare ha istituito la “medaglia della riconoscenza civica”, data a privati che curano aiuole pubbliche; ad  associazioni, come “Accolti attivi”, gruppo migranti africani che presso la reggia di Caserta si occupa della manutenzione Parco; a fotografi, come Salvatore Laporta di Controlab, per l’immagine di copertina di Robinson (numero 176 del 18 aprile 2020 ) scatta durante il lockdown in piazza Plebiscito, dove le margherite crescevano tra  i sampietrini; a ballerine, come Fabrizia Lanzotti, del gruppo Labart dance, che ha portato le sue allieve in Villa Comunale facendole ballare con una coreografia ispirata ai temi degli alberi e della natura; ai Giardini Augusto di Capri, che hanno realizzato dei distanziatori per le panchine ispirate ai personaggi famosi che hanno amato l’isola. Quante forme e sfaccettature può avere l’impegno Green.
 
L’ultimo progetto si chiama “Conversazioni nel verde”, l’idea è quella di far sedere tra le aiuole di Capodimonte o della Villa comunale i cittadini e di fargli fare una conversazione con un poeta. Ha già dato la sua disponibilità, il poeta dei paesaggi, Franco Arminio.
 
Ed ecco come, grazie a un osservatorio insolito come quello di un premio, le anime green di una città, anche se non generano utili o profitti, diventano importanti. “L’obiettivo è l’effetto di moltiplicazione delle buone pratiche green” dice de Falco.
 
Succede, anche, che al di là di premi e medaglie quello che conta è semplicemente il sapere di fare bene e che tutto ha un senso, come quando GreenCare ha consegnato la medaglia della  riconoscenza civica al Tecnico biologo della Reggia di Caserta che ha curato le passeggiate tattili olfattive e lei è scoppiata a piangere, dicendo semplicemente: “Grazie, non pensavo il mio lavoro fosse una cosa importante” .