Crediti: Henry Pollock, University of Illinois. Cocoa Woodcreeper 

Ondate di calore, gli uccelli sono più resilienti del previsto

Gli uccelli dei climi tropicali potrebbero resistere meglio di quanto pensassimo all'aumento delle temperature. Ma questo non esclude che altri effetti negativi dei cambiamenti climatici possano essere molto nocivi anche per loro

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COLIBRÌ, tucani e altri uccelli dai colori sgargianti che abitano le zone tropicali potrebbero essere meno vulnerabili alle ondate di calore di quanto ritenuto finora. Lo afferma uno studio condotto dall'Università dell'Illinois negli Stati Uniti, che mette in discussione l'assunto per cui gli uccelli dei climi caldi e torridi sarebbero più suscettibili all'aumento delle temperature - dunque più sfortunati - dei loro "colleghi" dei climi temperati. La ricerca, preliminare e svolta in laboratorio, dimostra che varie specie tropicali potrebbero essere più resilienti del previsto al riscaldamento climatico. I risultati sono pubblicati sulla rivista Functional Ecology.
 
L'ipotesi
Finora gli scienziati hanno ritenuto che gli altri animali dei climi torridi fossero più soggetti, e dunque a rischio, alla crescita della temperatura. Queste specie, infatti, sono abituate a condizioni termiche e climatiche in generale più stabili e a una quantità minore di sbalzi termici: per questo finora i ricercatori pensavano che basta che il termometro salga di poco per portarle rapidamente al di là dei loro limiti di tolleranza e dunque metterle a rischio. 
 

Lo studio
Per provare questa ipotesi i ricercatori hanno studiato in laboratorio le reazioni di 81 specie di uccelli, di cui 23 dei climi temperati e 58 dei climi tropicali, rintracciati in habitat naturali nello stato della Carolina del Sud - a sud-est degli Stati Uniti - e nella Repubblica di Panama. "Si tratta del più vasto campione di dati comparativi" di questo genere, come scrivono gli autori nel paper. Fra le specie prese in considerazione c'è il Cocoa woodcreeper (se dovessimo tradurlo sarebbe "il rampicante del cioccolato"), un piccolo uccello tipico dell'America centrale e meridionale, appartenente all'ordine dei passeriformi. I ricercatori hanno esposto a temperature crescenti, anche oltre i 40 °C, le varie specie, abituate al massimo a temperature medie intorno ai 30 °C. In questo modo hanno riprodotto artificialmente eventi estremi quali le ondate di calore, ovvero episodi, che si verificano sempre più frequentemente, in cui la temperatura è più elevata del valore usuale per un certo periodo. Per monitorare la reazione degli uccelli hanno utilizzato particolari sensori, molto sottili, che rilevano la temperatura interna e alcuni parametri del metabolismo degli animali.
 
Uccelli, resilienti al caldo
I risultati hanno mostrato che tutte le specie, sia quelle dei climi temperati sia quelle dei climi torridi, si sono adattati bene, in termini fisiologici, e hanno gestito anche temperature molto più elevate del solito. Il risultato è sorprendente, sottolineano gli autori, perché ad esempio gli insetti tropicali hanno mostrato di essere molto più vulnerabili al riscaldamento del clima. Insomma, gli uccelli resisterebbero al caldo meglio degli insetti. "La notizia - commenta Henry Pollock, primo autore dello studio - è in qualche modo incoraggiante". Lo studio, che fornisce una prima prova interessante, ha comunque dei limiti, dato che l'esperimento, svolto in laboratorio, riproduce uno solo degli scenari possibili.
 
Crediti: Colibrì, via Pixabay 

Ma i danni per gli uccelli sono indiretti
Ma l'equazione per cui se gli uccelli tollerano meglio le alte temperature allora sono meno suscettibili ai cambiamenti climatici è una semplificazione da evitare, e lo studio non intende in alcun modo arrivare a questa conclusione. "Probabilmente", sottolinea Jeff Brawn, coautore dello studio, "il riscaldamento colpisce gli uccelli in maniera indiretta, con un impatto sulle loro risorse e sull'assetto generale delle foreste tropicali". Dunque, anche se a dispetto del caldo continueranno a volare come prima, potrebbero però non trovare cibo a sufficienza oppure essere disidratati. E molte specie potrebbero essere ugualmente a rischio. A questo proposito, non è un caso che una ricerca recentemente pubblicata su Ecology Letters abbia rilevato che nel caso degli uccelli l'alimentazione sia un aspetto centrale in relazione ai cambiamenti climatici. Lo studio, infatti, ha mostrato che in seguito al riscaldamento climatico nella foresta amazzonica iniziano a mancare all'appello varie specie di uccelli, e sono soprattutto quelle che vivono in prossimità del terreno e che si cibano per lo più di insetti nascosti sotto le foglie, vicino al suolo.