Energia

Decarbonizzazione, Italia fra le "sette sorelle" che non si impegnano abbastanza

Un report di Ember sottolinea i ritardi del nostro Paese nell'investire di più sulle rinnovabili e dire addio al gas fossile. Male anche Germania e Belgio
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Nella lunga strada per il salvare il Pianeta dalla crisi climatica siamo sulla strada giusta per la decarbonizzazione del settore elettrico? La risposta è no. L'Italia è fra i sette Paesi che non stanno compiendo abbastanza sforzi per raggiungere uno degli obiettivi fondamentali fissati dall'Europa. Insieme a Germania, Belgio, Polonia, Cechia, Spagna e Romania, l'Italia con le sue attuali politiche sta infatti "bloccando il processo di transizione" dell'elettricità in Europa.

Ad affermarlo è un report di Ember, think-tank indipendente che ha analizzato tutti i principali  Piani nazionali per l'energia e il clima (Pniec) di ogni paese dell'Ue per comprendere come genereranno la propria energia entro il 2030. Nello studio "Vision or division? What do National Energy and Climate Plans tell us about the Eu power sector in 2030?" viene affermato che questi sette paesi maglia nera saranno responsabili dell'80% delle emissioni del settore elettrico dell'Unione Europea entro il 2030 a causa della loro "dipendenza dal carbone e dal gas fossile e insufficiente diffusione dell'elettricità a zero emissioni di carbonio".

 Questo significa che, con i Pniec attuali, l'Ue non è sulla buona strada raggiungere la riduzione del 55% delle emissioni entro il 2030. L'analisi di Ember mette in luce alcuni aspetti positivi a livello generale, come per esempio il fatto che le rinnovabili raddoppieranno nel prossimo decennio per fornire così il 60% della domanda di elettricità dell'Europa nel 2030, soprattutto grazie a solare e eolico che in tutto il Vecchio Continente genereranno il 40% dell'elettricità (con punte del 60% in Danimarca, Paesi Bassi e Spagna).

Se è vero che è prevista una importante ed ambiziosa crescita delle rinnovabili, l'analisi sottolinea però  anche che secondo le attuali previsioni i combustibili fossili genereranno ancora il 25% dell'elettricità dell'Ue entro il 2030, cifra non in linea con gli obiettivi dell'Accordo di Parigi. Se si guarda al gas per esempio, l'Italia è fra i protagonisti in negativo, ma anche Germania e Belgio.

Nel dettaglio il report divide in due le sette sorelle che non stanno facendo abbastanza: si parla di progressi limitati o inesistenti per la transizione dell'elettrico da parte di Belgio, Bulgaria, Cechia, Romania e Polonia; mentre vengono indicati  "progressi lenti" per Germania e Italia, due paesi che insieme rappresentano il 40% delle emissioni del settore energetico nel 2030. L'Italia, in particolare, secondo l'analisi sarà uno dei paesi più dipendenti dal fossile per l'elettricità, con un importante rilievo legato all'uso del gas fossile per l'energia elettrica.

Inoltre, sottolinea il report, l'impiego di energia elettrica rinnovabile in Italia (2018-2030) ad oggi e nei piani futuri è inferiore alla media dell'Ue ed insufficiente a combattere la crisi climatica.

Per Charles Moore, responsabile europeo di Ember, "l'Italia sta bloccando la transizione dell’energia elettrica dell'Ue. I piani del governo mostrano il più grande aumento di gas fossile in tutta l'Ue nei prossimi cinque anni, insieme a livelli di diffusione delle energie rinnovabili inferiori alla media. Entro il 2030 l'Italia sarà il terzo paese dell'Ue per emissioni nel settore energetico. Mentre l'UE aumenta il suo obiettivo di riduzione delle emissioni al 55% nel 2030, l'Italia deve urgentemente cambiare rotta accelerando lo sviluppo delle rinnovabili per evitare di essere bloccata nei prossimi cinque anni nelle nuove infrastrutture del gas fossile".

Nonostante le critiche che provengono dal rapporto non tutto è perduto: l'analisi si basa infatti sul Pniec, piano che per il ministro dell'Ambiente Sergio Costa dovrà essere rivisto e ampliato, in quanto incompatibile con tutti gli obiettivi europei al 2030. L'Italia - così come gli altri sei paesi citati nel report - sono dunque ancora in tempo per aumentare i loro sforzi verso una ambiziosa decarbonizzazione dell'elettrico.