Perú, battaglia nel cuore del Pacifico. Tutti contro i pescherecci cinesi

Perú, Cile, Ecuador e Colombia si sono alleati per contrastare l’attività delle barche di Pechino da mesi impegnate a saccheggiare le acque pescose del Pacifico meridionale: spengono i transponder, offuscano i radar, navigano a luci spente, pescano e poi tornano fuori dai confini. Sorprenderli è complicato, anche perché trasferiscono subito pesce pescato nelle navi madri che li congelano
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Dopo due mesi di caccia agli intrusi, come i gatti con i topi, dove i gatti sono gli Stati sudamericani del Pacifico e  i topi i cinesi, Cile, Perú, Ecuador e Colombia hanno deciso di unire le forze. Metteranno in mare le loro flotte militari per contrastare il più grande saccheggio di pesce nell'emisfero meridionale del grande oceano. Qui, grazie alla corrente Humboldt, una corrente fredda, convergono masse di pesci di grossa taglia, carnosi e prelibati, oltre a crostacei e grandi calamari di cui sono ghiotti gli asiatici. La decisione di stringere un patto operativo arriva al culmine di una battaglia finora combattuta solo con pattugliamenti, inseguimenti e avvertenze che però sembrano non aver prodotto gli effetti sperati. La flottiglia di almeno 300 pescherecci di altura che battono diverse bandiere asiatiche ma che gli osservatori indipendenti e locali ritengono siano di proprietà cinese, incrociano lungo i confini marittimi e qui fanno man bassa dei pesci che si dirigono verso la costa.

Un allarme era stato lanciato tra la fine di settembre e l'inizio di ottobre scorsi dall'Ecuador che aveva segnalato la presenza di questi pescherecci nelle acque delle Galapagos, una riserva dove si va a riposare e riprodurre gran parte delle specie di pesci alcune delle quali a rischio estinzione.

Galapagos, la flotta cinese che minaccia la biodiversità


Adesso le navi si sono spostate più a sud e ingaggiano la caccia con i guardacoste e la Marina del Perú e del Cile. I quattro paesi hanno dichiarato di voler "prevenire, scoraggiare e affrontare insieme" la pesca illegale nelle loro zone economiche esclusive del Pacifico. Questo significa scambio di informazioni e cooperazione "in tempo reale". La battaglia non è facile. I pescherecci cinesi sono astuti e abili: entrano e escono dalle acque territoriali, spengono i transponder, accecano i radar, navigano senza luci. Una volta pescato, il pesce viene subito caricato sulle navi madri che lo congelano. I rifornimenti di carburante arrivano dalle cisterne che incrociano al largo e queste consente alla flottiglia di non dover attraccare nei porti a terra.