Il progetto

Il “frigorifero” all’idrogeno è una batteria ultrapotente

Il sistema di stoccaggio Lavo (Credits: Lavo) 
Si chiama Lavo ed è realizzato da una startup australiana. Il sistema offre tre volte la quantità di accumulo di energia rispetto ad altri dispositivi di dimensioni simili, come il Powerwall prodotto da Tesla. Ma costa anche molto di più
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Sembra un frigorifero, di quelli a doppio sportello, grande ma non troppo. Ma in realtà è una vera e propria 'batteria' che accumula energia dai pannelli fotovoltaici e attraverso la produzione di idrogeno, 'restituisce' elettricità con una capacità di immagazzinamento tre volte superiore a quella degli attuali sistemi in commercio. A realizzarla è un’azienda australiana, la Lavo, sorta da uno spin-off universitario australiano che ha sviluppato un innovativo sistema di accumulo di energia a base di idrogeno per case e aziende, e che ora ha annunciato di essere pronta a commercializzare il sistema, avviando la prima serie di ordini.

Come funziona. Il sistema è stato sviluppato dai ricercatori dell'Università del New South Wales e utilizza l'idrogeno compresso come mezzo principale per lo stoccaggio di energia. L'azienda afferma che utilizzando l'idrogeno il dispositivo è in grado di offrire tre volte la quantità di accumulo di energia rispetto ad altri dispositivi di dimensioni simili e offre il doppio della vita operativa. Per far questo viene utilizzato un idruro di metallo, che assorbe l'idrogeno e che così fornisce un mezzo sicuro e stabile per il suo stoccaggio a lungo termine.

Lavo fa sapere che il sistema sarà disponibile per l'acquisto a partire da novembre, con i primi sistemi pronti per l'installazione a giugno del prossimo anno. La startup afferma che intende offrire tale sistema ai quattro mercati principali, tra cui lo stoccaggio di energia per il residenziale e il commerciale, per gli impianti non collegati alla rete elettrica e per i sistemi di backup delle torri di telecomunicazione. Un mercato che secondo l'azienda australiana ha un valore di oltre due miliardi di dollari.
 
La tecnologia Lavo nasce dall'Hydrogen Energy Research Center, co-fondato dall'Università del New South Wales (UNSW) e dal gruppo di investimento Providence Asset Group che ha svolto il ruolo di sostegno finanziario dell’azienda. "Siamo entusiasti di costruire la prossima generazione di accumulo di energia in Australia insieme ai principali ricercatori dell'Unsw e ai nostri partner di produzione di livello mondiale. La tecnologia di Lavo è veramente un punto di svolta per il mercato dell'accumulo di energia e crediamo che avrà un impatto reale e positivo sulla vita di tantissime persone", ha affermato Alan Yu, ceo e direttore esecutivo di Lavo.

"Come comunità globale stiamo sperimentando l'innegabile impatto che il cambiamento climatico ha avuto sul nostro ambiente e siamo orgogliosi di far parte della trasformazione mondiale verso una società più pulita e più verde. Con il supporto dei governi statali e federali australiani, nonché di molti altri in tutto il mondo, crediamo che la tecnologia di stoccaggio dell'idrogeno abbia un futuro brillante con un'ampia varietà di applicazioni quotidiane".

"Abbiamo raggiunto un traguardo importantissimo per la nostra azienda e per la nostra tecnologia, ma il nostro lavoro è tutt'altro che finito. Mentre facciamo avanzare il sistema Lavo attraverso le fasi finali di approvazione prima della commercializzazione, continuiamo a ricercare ed esplorare altri modi in cui possiamo consentire ai consumatori di vivere in modo più verde in futuro attraverso un'ampia gamma di prodotti", ha aggiunto Yu.
 
Come riportato da RenewEconomy, Lavo ha incaricato la società di consulenza ingegneristica Ghd di supportare lo sviluppo della tecnologia. Lo scorso luglio il ricercatore capo in tecnologie dell'idrogeno all'Unsw, il professor Kondo-Francois Aguey-Zinsou, che è anche direttore esecutivo dell'azienda, ha affermato che si aspettava che il sistema di stoccaggio basato sull'idrogeno sarebbe diventato presto un punto di svolta. "Dopo oltre due decenni di ricerca sulla tecnologia dell'idrogeno, sono riuscito a lavorare a fianco di Alan e del resto del gruppo Lavo per portare il sistema sul mercato. Mentre l'idruro metallico è una tecnologia collaudata e ampiamente utilizzata, la tecnologia avanzata dell'idruro che abbiamo sviluppato è versatile e scalabile e, soprattutto, sicura e affidabile per l'uso da parte dei consumatori", ha spiegato il professor Aguey-Zinsou.
 
Lavo sta cercando di entrare in un mercato globale dell'energia prodotta dall’idrogeno, che dovrebbe crescere fino a oltre 2,5 trilioni di dollari entro il 2050. La società prevede che si potrebbero creare fino a 1.400 posti di lavoro entro il 2025, impegnati nella ricerca, nella produzione, installazione e manutenzione.

La tecnologia Lavo utilizza l'energia dei pannelli solari per produrre idrogeno dall'acqua mediante elettrolisi. Il gas viene immagazzinato in un contenitore di idruro di metallo e riconvertito in elettricità quando necessario, utilizzando una cella a combustibile. I tassi di assorbimento dell’energia solare in Australia lo rendono un mercato ideale, ha affermato l'ad Yu. L'azienda prevede di vendere 10 mila unità all'anno entro il 2022.

Il principale punto di forza dell'unità Lavo, che sarà sul mercato a circa il triplo del prezzo di un Powerwall Tesla, sarà la sua capacità di immagazzinare più energia e più a lungo. Ogni sistema inizialmente costerà 24.620 dollari e sarà in grado di contenere 40 kilowattora di potenza, sufficienti per fornire una famiglia media per più di due giorni, secondo l'azienda. Il Powerwall di Tesla è in grado di immagazzinare solo circa 13,5 kilowattora.

Ma non mancano critiche al progetto australiano. Secondo il fondatore di Tesla Elon Musk, lo stoccaggio dell'idrogeno non potrà mai essere efficiente come una batteria agli ioni di litio. "Passare dal laboratorio alla distribuzione su scala commerciale è molto difficile", ha affermato Jake Whitehead, professore dell'Università del Queensland. Secondo lo scienziato, gli elettrolizzatori hanno bisogno di molta energia e ha suggerito che molti pannelli solari domestici potrebbero non generare abbastanza elettricità per far funzionare il sistema in modo efficiente.

Whitehead sostiene che il sistema Lavo non è in grado di risolvere appieno e con continuità la richiesta di accumulo di energia, mentre i sistemi a batteria agli ioni di litio come il Powerwall di Tesla sono già una soluzione collaudata per le famiglie. Pur riconoscendo che il costo più elevato del sistema potrebbe limitare l'interesse degli acquirenti, Alan Yu sostiene che la tecnologia Lavo rappresenta comunque una soluzione possibile per i piccoli villaggi rurali non raggiunti dalla rete elettrica, in quanto in grado di sostituire i generatori diesel, fortemente inquinanti. Il sistema rappresenta anche una soluzione ''compatta'' per intervenire in caso di disastri naturali che interrompano l’erogazione di energia elettrica in zone isolate.