Natura

Il nostro caro albero / 2. Piantarne uno con un click

In 10 anni Treedom ha piantato oltre 1 milione e 300 mila alberi capaci di assorbire più di 380 milioni di kg di CO2. Prossimo obiettivo: piantarne un altro milione entro il 2021. Si può scegliere di farlo in 17 Paesi: dal Camerun ad Haiti, Ecuador o Honduras

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Piantare un albero con un click è già di per sé una cosa straordinaria. Poter addirittura seguire la sua storia online sembra una favola. Eppure questo è possibile grazie a Treedom, il primo sito al mondo che permette di scegliere un albero e piantarlo in Camerun o ad Haiti, in Ecuador o in Honduras, insomma uno dei 17 Paesi indicati nella piattaforma.
 
C’è davvero l’imbarazzo della scelta: dalle specie più conosciute - come limone, cedro, caffè, cacao - si passa alle varietà più esotiche, come baobab e macadamia. Ogni esemplare ha la propria pagina su Treedom.net. Un vero e proprio diario, in cui si può vedere la geo-localizzazione dell’albero e la foto al momento in cui viene messo a dimora. Non solo. Sulla pagina, vengono periodicamente pubblicati aggiornamenti che riguardano le storie dei contadini locali, l’andamento climatico e molte altre curiosità. Un modo per creare un legame tra luoghi e persone lontane, uniti tramite gli alberi dalla volontà di rendere il pianeta più verde.
 

Dietro questa sorta di romantica adozione a distanza di un “essere vegetale” si nasconde la storia di un ideale, che abbraccia tutto il nostro pianeta. “All’inizio avevo difficoltà a spiegare quale fosse il mio lavoro” spiega Federico Garcea, ceo e fondatore di Treedom, “perché quando dicevo ‘pianto alberi’ non molti mi credevano. Oggi, dopo 10 anni, abbiamo piantato oltre 1 milione e 300 mila alberi capaci di assorbire più di 380 milioni di Kg di CO2, e intendiamo piantarne un altro milione entro il 2021”.
 

Treedom - in collaborazione con ong locali - coinvolge comunità di contadini e li sostiene nella piantumazione di nuovi alberi, in molti casi da frutto, che andranno ad integrare le normali colture annuali, come mais o fagioli. Ad oggi, 76.512 contadini lavorano per progetti agroforestali studiati ad hoc per favorire l’interazione virtuosa tra diverse specie ed un uso sostenibile delle risorse e dei terreni.
 
Su queste basi si fonda la filosofia di Treedom: realizzare ecosistemi sostenibili e permettere ai contadini, delle aree più povere del globo, di far fronte ai costi iniziali della piantumazione degli alberi, garantendo sovranità alimentare ed opportunità di reddito. Il primo passo è garantire la formazione (know-how e supporto tecnico) e il finanziamento delle comunità coinvolte nei progetti, in particolare sostenendo il lavoro nei primi anni, quando ancora gli alberi non sono produttivi. Il raccolto poi diventerà una risorsa alimentare di lungo periodo, tanto più che la vendita dei frutti, in alcuni casi, ha dato origine a iniziative di microimprenditorialità.
 

Sorprende, tra i molti, il progetto in Guatemala. Un quarto delle esportazioni di questa nazione è rappresentato dall’agricoltura. Qui i raccolti sono messi a rischio da uragani, dalle oscillazioni delle temperature e dallo slittamento della stagione delle piogge. È facile capire quanto il cambiamento climatico metta a rischio lo sviluppo dell’economia e della società. Il primo progetto di Treedom in Guatemala è iniziato nel 2017 con un piano agroforestale che prevedeva la piantumazione di alberi di cacao e agrumi. Per i campesinos, i contadini locali, è stata una spinta che ha permesso loro di fondare una cooperativa ed inserirsi nei circuiti di vendita fair trade.
 
Oltre ad avere un impatto sull’economia sociale, Treedom contribuisce, in qualità di unicum nel panorama internazionale della forestazione e delle imprese BCorp, al raggiungimento di 10 dei 17 obiettivi previsti da Agenda Onu 2030, per garantire un futuro sostenibile. Se questa è una favola, perché non essere protagonisti?