Coronavirus, gli scienziati chiedono più misure di contenimento

L'appello ai ricercatori di tutto il mondo perché parlino a governi. "Se l'Italia avesse agito con forza solo 10 giorni fa ci sarebbero stati molti meno decessi"

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La mappa dei casi globali Covid-19 l'11 marzo 2020 (agf)
Un appello perché i governi di tutto il mondo adottino misure più stringenti per contrastare la diffusione del coronavirus: lo lanciano i fisici italiani che stanno seguendo l'andamento dell'epidemia dagli inizi e lo fanno con una lettera aperta ai colleghi di tutto il mondo perché ognuno sensibilizzi il proprio governo ad adottare misure stringenti e immediate. La lettera, pubblicata oggi sulla pagina Facebook  "Coronavirus - Dati e Analisi Scientifiche", ha già raccolto circa 400 firme.

"Siamo ora nella tragica situazione in cui il sistema sanitario più efficiente della zona più ricca del Paese (Lombardia) è quasi al massimo della sua capacità e presto sarà difficile curare più persone contagiate dalla Covid-19", si legge nella lettera aperta, diffusa in inglese e in italiano e che ha tra i primi firmatari il fisico Enzo Marinari, dell'Università Sapienza di Roma, il biologo Enrico Bucci dell'americana Temple University e il matematico Richard D. Gill, emerito dell'Università olandese di Leida.

I ricercatori spiegano che "è stato imposto un lockdown quasi totale del Paese: per rallentare e, speriamo, fermare il contagio il più presto possibile". Rilevano inoltre che "come emerge senza alcun dubbio dai dati disponibili, tutti i Paesi europei stanno sperimentando lo stesso tasso di velocità di contagio, con solo pochi giorni di ritardo rispetto all'Italia" e che si sta osservando la stessa identica dinamica iniziale nel numero di nuovi casi in tutti i Paesi in cui si sta sviluppando l'epidemia.

"Se risiedi in un Paese Ue - si legge ancora nell'appello ai ricercatori - nella maggior parte degli Stati membri hai abbastanza tempo per effettuare un blocco simile alla Cina o alla Corea del Sud per rallentare rapidamente e fermare il contagio con molti meno sforzi e molti meno costi di quelli che sta affrontando l'Italia". Questo perché, conclude la lettera, "se l'Italia avesse agito con forza solo 10 giorni fa, e questo è più o meno il punto in cui sei ora, ci sarebbero stati molti meno decessi e crisi economiche".