Sotto stretta sorveglianza. Su Scienze domani le polemiche sul riconoscimento facciale

Gli altri temi del numero sono l'edilizia del futuro, con i calcestruzzi trasparenti, leggeri e capaci di assorbire lo smog; quando la finanza specula sui disastri climatici; il lancio della sonda Solar Orbiter per studiare il Sole; la pagina per i bambini spiega come cambiano gli uccelli nelle nostre città

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Il riconoscimento facciale non è più un racconto di fantascienza. Collezionare le foto di persone inconsapevoli, sottoporle alle reti neurali che le trasformano in codici digitali e poi usare quelle informazioni per dare a ciascun volto un nome e un cognome comincia a essere una pratica comune. Lo abbiamo visto durante le rivolte di Hong Kong. Se ne è discusso negli Stati Uniti, dove l'uso di questa tecnologia da parte della polizia ha suscitato polemiche. Ed è accaduto di recente in Gran Bretagna, quando le forze dell'ordine hanno monitorato con le telecamere i tifosi considerati facinorosi. La tecnologia galoppa veloce e le leggi faticano a starle dietro. Per questo la Commissione Europea ha chiesto una moratoria, sospendendo per il momento ogni applicazione. Ne parliamo giovedì sul settimanale Scienze, in edicola all'interno di Repubblica.

Gli altri servizi di questo numero sono dedicati a un materiale da costruzione tradizionale - il calcestruzzo - che grazie alla ricerca sta per essere rivoluzionato. Impermeabilizzato, evita la corrosione e acquista durabilità, fino a duecento anni. Arricchito di fibre di carbonio, si arricchisce di leggerezza. Reso trasparente o addirittura luminoso, rischiara i nostri ambienti. Si parlerà poi del prossimo lancio della sonda Solar Orbiter, e dei suoi obiettivi di ricerca sui misteri del Sole e degli eventi meteo estremi, che sono diventati oggetto perfino di speculazioni finanziarie. Nella pagina per i bambini si parla del nuovo atlante degli uccelli che popolano le città italiane, che descrive la rimonta di gabbiani e pappagalli ai danni dei piccoli uccelli, passeri e merli in primis, che sono ormai scomparsi dai cieli urbani.