Fusione nucleare, il Lazio ospiterà la macchina sperimentale per la ricerca

Il Consiglio di amministrazione dell'Enea ha approvato la relazione conclusiva con la graduatoria finale delle nove località candidate ad ospitare il Divertor Tokamak Test facility (Dtt), il Centro di eccellenza internazionale per la ricerca sulla fusione nucleare. Veneto e Abruzzo ipotizzano un riesame della graduatoria

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Foto: Enea.it
Foto: Enea.it 
ROMA - Andrà a Frascati il Centro di eccellenza internazionale per la ricerca sulla fusione nucleare. Lo ha deciso l'Enea. Il sito alle porte di Roma ha ottenuto il punteggio più alto tra nove candidate italiane, sulla base di requisiti tecnici, economici e ambientali, e dal prossimo autunno potrà ospitare il Divertor Tokamak Test facility. La commissione di valutazione dell'Agenzia per le nuove tecnologie ha posizionato dietro Frascati la Cittadella della ricerca di Brindisi e Manoppello, in provincia di Pescara. Il Consiglio di amministrazione con la relazione conclusiva ha approvato. Per ottenere il Centro di eccellenza avevano presentato proposte anche la Campania (Capitolo San Matteo a Salerno), l'Emilia Romagna insieme alla Toscana (Centro Enea di Brasimone), la Liguria (con i due siti di La Spezia e Ferrania), il Piemonte (Casale Monferrato) e il Veneto (Marghera).
 
Un progetto da 2 miliardi
Nicola Zingaretti, presidente della Regione Lazio, supera le quotate Brasimone e Salerno e dice: "Vittoria, ci abbiamo creduto subito". Veneto e Abruzzo ipotizzano un riesame dei punteggi: "Non eravamo inferiori". L'avvio dei lavori del Dtt a Frascati è atteso entro il prossimo 30 novembre, con la previsione di concluderli in sette anni. Il centro di ricerca coinvolgerà oltre 1.500 persone di cui cinquecento direttamente e altre mille nell'indotto. Il ritorno stimato è di 2 miliardi di euro, a fronte di un investimento di 500 milioni. I finanziamenti sono insieme pubblici e privati e vedono la partecipazione, fra gli altri, di Eurofusion, consorzio europeo che gestisce le attività di ricerca sulla fusione (60 milioni di euro) per conto della Commissione europea, il ministero dell'Istruzione (con un budget di 40 milioni), il ministero dello Sviluppo economico (40 milioni impegnati a partire dal 2019), la Repubblica Popolare Cinese con 30 milioni, la Regione Lazio (25 milioni), l'Enea stesso e i suoi partner con altri 50 milioni. A questo impegno si aggiunge un prestito della Banca europea per gli investimenti pari a 250 milioni di euro.
 
L'ingegner Alessandro Ortis, presidente della commissione (e già presidente dell'Autorità per l'energia), ha spiegato: "È stato un percorso laborioso e di grande impegno. Dai sopralluoghi effettuati nei sessanta giorni di istruttoria e dall'esame della documentazione ricevuta sono emerse indicazioni fattuali per valutare l'idoneità dei siti: a ogni requisito è stato associato uno specifico punteggio".
 
Il presidente dell'Enea, Federico Testa: "L'ampia partecipazione e la qualità delle proposte pervenute hanno dimostrato capacità di attivarsi, professionalità e forte attenzione al mondo della ricerca. L'Italia investe sulla conoscenza e sull'energia sostenibile con un progetto che garantisce prospettive scientifiche e occupazionali positive in particolare per i giovani. Altri siti, che hanno ottenuti punteggi alti, sono pronti per nuove iniziative in campo scientifico".
 
Il Dtt e la fusione
La fusione, processo opposto alla fissione nucleare, si propone di riprodurre il meccanismo fisico che alimenta le stelle per ottenere energia rinnovabile, sicura, economicamente competitiva, in grado di sostituire i combustibili fossili e contribuire al raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione. Il Divertor Tokamak nasce per fornire risposte scientifiche e tecnologiche ad alcuni problemi complessi del processo di fusione come la gestione di temperature elevatissime: si pone come anello di collegamento tra i grandi progetti internazionali Iter2 e Demo, il reattore che dopo il 2050 dovrà produrre energia elettrica da fusione nucleare.
 
Ideata dall'Enea in collaborazione con Cnr, Infn, Consorzio Rfx, Create e alcune università italiane, la Dtt sarà concretamente un cilindro ipertecnologico alto 10 metri con raggio 5 all'interno del quale saranno confinati 33 metri cubi di plasma con un'intensità di corrente di 6 milioni di ampere (pari alla corrente di sei milioni di lampade) e un carico termico sui materiali fino a 50 milioni di watt per metro quadrato (oltre due volte la potenza di un razzo al decollo). Il plasma lavorerà a oltre 100 milioni di gradi mentre i 40 chilometri di cavi superconduttori saranno a 269 gradi centigradi sotto lo zero.
 
"Italia leader nella ricerca"
Dice l'Enea: "La realizzazione del Dtt conferma la forte leadership del nostro Paese nella ricerca sulla fusione". A livello industriale sono coinvolte, a vario titolo, oltre 500 imprese (fra cui Ansaldo nucleare) che si sono aggiudicate gare per quasi un miliardo di euro, il 60 per cento del valore delle commesse europee per la produzione della componentistica ad alta tecnologia. Il Dipartimento Fusione e Tecnologie della sicurezza nucleare dell'Enea con i Centri di ricerca di Frascati e del Brasimone è stato tra i primi a realizzare impianti per lo studio dei plasmi a confinamento magnetico e macchine per la fusione come il Frascati Tokamak e il Frascati Tokamak upgrade. Negli ultimi 20 anni nelle attività sulla fusione sono nati oltre cinquanta brevetti nazionali.