Per scappare da leoni o un ghepardi mai correre alla massima velocità

Così zebre e impala si sono evoluti usando cambi di direzione, accelerazioni e frenate. Lo dimostra uno studio pubblicato su Nature

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UN antico proverbio africano, rilanciato anche da un celebre spot degli anni Novanta, ricorda come "ogni mattina, in Africa, una gazzella si sveglia e sa che dovrà correre più in fretta del leone o verrà uccisa. Ogni mattina, in Africa, un leone si sveglia e sa che dovrà correre più della gazzella o morirà di fame". Ma stando alla scienza, non è del tutto esatto: sia la preda che il predatore non devono correre necessariamente correre più in fretta, anzi, devono farlo gestendo bene la loro velocità.

Chi scappa deve correre forte, ma non al massimo, per poter effettuare cambi di direzione improvvisi che nemmeno i migliori rugbisti si sognano. Chi insegue deve invece gestire i propri muscoli per frenare o accelerare al momento opportuno. Per stabilire quanto affermato, Alan Wilson del Royal Veterinary College di Londra, insieme a un team di ricercatori, ha studiato per anni gli animali selvaggi del Botswana. Gli scienziati hanno anestetizzato cinque ghepardi, sette impala, nove leoni e sette zebre ai quali hanno applicato degli speciali collari radio in grado di registrane i movimenti biometrici:  potevano così sapere ad esempio la loro velocità, registrarne la posizione, le accelerazioni e le decelerazioni,  e attraverso piccole biopsie muscolari conoscere come reagiva il loro corpo e quanta potenza sprigionavano.

·LO SCARTO E' FONDAMENTALE
Quello che si potrebbe immaginare è che quando un impala si sente braccato da un predatore inizi a correre a tutta velocità lungo una linea retta verso la salvezza. Non è così: secondo quanto osservato, e pubblicato in uno studio su Nature, i ricercatori hanno stabilito che per sfuggire alla cattura zebre e impala non usano tutta la loro velocità potenziale, ma la gestiscono, in modo da poter effettuare rapidi cambi direzionali all'ultimo istante. Solo così, qualche volta, riescono a salvarsi. In media su tre tentativi di caccia i grandi felini della Savana soltanto una volta riescono ad acciuffare le loro prede.

·PREDATORI E PREDE
Lo studio si è concentrato su due coppie: ghepardi-impala e leoni-zebre. I felini registarti avevano un'accelerazione del 37% migliore rispetto alle loro prede, una decelerazione più efficace del 72% e muscoli più potenti (rispetto alla stazza) del 20%.

·VELOCITA' MODERATA
"I predatori devono correre più velocemente per recuperare, ma devono anche essere in grado di decelerare rapidamente se la preda decide di rallentare e girare all'improvviso" ricorda Wilson. Nei dati che ha raccolto dimostra che impala e zebre, quando fuggivano da ghepardi e leoni, non utilizzavano la loro velocità massima ma soltanto la metà di questa: nel modello ricostruito al computer le probabilità di sfuggire da chi caccia risulta in proporzione migliore, per una zebra, quando scappa a velocità moderate perché le possibilità di manovra o  di "virate"  sono maggiori.

"Se stai esaurendo le forze non c'è molto che puoi fare per impedire a un leone di prevedere esattamente dove sarai tra due falcate" ha detto Wilson. Ma se le gestisci, forse puoi ancora avere una speranza. Queste differenze atletiche e di utilizzo di muscoli e velocità, spiegano i ricercatori, permettono di mantenere l'equilibrio naturale fra i grandi gruppi delle spianate africane.

·STRATEGIE DI FUGA
"Nelle fasi finali di una caccia, non si tratta dunque di correre ad alte velocità. Se la preda cerca di scappare a una velocità sostenuta è una mossa pessima perché il predatore è più veloce e può accelerare rapidamente e braccarti. La tattica ottimale della preda è dunque correre in maniera relativamente lenta e girare molto bruscamente. E' la preda a definire l'inseguimento: è sempre un passo avanti al predatore". Dall'altra parte però, con fisici più atletici, leoni e ghepardi sono avvantaggiati nella rincorsa.

Questo "equilibrio evolutivo", per i biologi, mantiene le giuste proporzioni numeriche: se infatti i predatori avessero troppo successo nelle catture finirebbero il cibo da mangiare. Ogni giorno dunque, in Africa, è buona norma che una gazzella scappi, ma senza troppa fretta.