Il segreto della talpa nuda, l'animale che non sente dolore

La talpa nuda africana è una creatura davvero bizzarra. È insensibile a diversi tipi di dolore, è resistente al cancro e vive fino a 32 anni. Ecco come e perché

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La talpa nuda africana (Credits: Thomas Park/University of Illinois at Chicago) 
E' PRATICAMENTE cieco. E certamente non brilla per bellezza. Ma in compenso è dotato di altre qualità davvero fuori dal comune. Il suo nome scientifico è Heterocephalus glaber, anche se è più conosciuto con il nome di talpa nuda: si tratta di un roditore lungo circa dieci centimetri che vive in alcune zone desertiche dell'Africa orientale, eccezionalmente resistente al cancro, molto più longevo degli altri roditori, in grado di sopravvivere fino a mezz'ora senza ossigeno e insensibile a diversi tipi di dolore, in particolare quelli collegati alle ustioni. L'''indistruttibilità'' della talpa nuda è stata a lungo tema di dibattito della comunità scientifica, che ora sembra aver trovato il bandolo della matassa, almeno per quanto riguarda l’immunità al dolore: un'équipe di scienziati del Max Delbrück Center for Molecular Medicine di Berlino, infatti, ha appena scoperto i meccanismi biochimici alla base del ''superpotere'' della talpa nuda, identificando nel genoma dell’animale l'alterazione molecolare responsabile della desensibilizzazione al dolore. Il lavoro è stato pubblicato sulle pagine della rivista Cell Reports. Per comprendere i risultati cui sono giunti i ricercatori bisogna fare un passo indietro. Quando ci si ustiona, il tessuto interessato dalla bruciatura diventa estremamente sensibile al dolore – la cosiddetta condizione di iperalgesia termica –, nel senso che anche stimoli deboli, per esempio il contatto con acqua tiepida, provocano sensazioni dolorose che un tessuto sano non avvertirebbe. A livello microscopico, il fenomeno è dovuto al fatto che le bruciature innescano una serie di reazioni chimiche che fanno sì che una proteina, chiamata TrkA, ''accenda'' una sorta di interruttore posto sulla superficie dei neuroni sensoriali, il TRPV1, rendendoli ipersensibili al dolore. Almeno questo è quanto avviene nella maggior parte degli animali, tra cui l'essere umano. Ma non nella talpa nuda: gli scienziati, comparando la molecola TrkA della talpa nuda con quella di altre 26 specie di mammiferi e cinque specie di talpe africane non nude, hanno infatti scoperto che il roditore possiede una versione leggermente ''modificata'' della proteina, e che tale differenza, per quanto piccola, è sufficiente a interrompere l'intera sequenza di reazioni chimiche responsabili dell’ipersensibilità al dolore.

''È tutto merito del processo di evoluzione, che nel corso dei secoli ha selezionato questo cambiamento molecolare”, ha detto Gary R. Lewin, coordinatore dell’équipe che ha effettuato lo studio, ''piccolo ma sufficientemente potente a rendere l'animale immune a questo tipo di dolore senza però metterlo in pericolo''. Perché l’evoluzione ha selezionato proprio questa caratteristica? Stando alla ricostruzione degli scienziati, le talpe nude, vivendo in zone desertiche, sono altamente soggette alle ustioni: dal momento che le colonie sotterranee sono di solito sovraffollate e dunque molto calde, l'iperalgesia termica costituirebbe uno svantaggio troppo grande per la sopravvivenza degli animali.

È inoltre possibile che la perdita di sensibilità a questo tipo di dolore aiuti in qualche modo le talpe nude a risparmiare energia: ''Questo roditore vive sottoterra, in regioni molto calde, e deve faticare parecchio per reperire il cibo'', ha spiegato ancora Lewin. ''La talpa nuda ha il tasso metabolico (cioè la quantità di energia necessaria a mantenere le funzioni vitali, ndr) più basso tra tutti i mammiferi. L’evoluzione ha 'spento' tutte le caratteristiche non strettamente necessarie, tra cui la sensibilità al dolore''.