Kenya, una ferrovia taglierà due parchi nazionali: pronta nel 2017

In tutto 587 chilometri di binari attraverseranno le riserve Tsavo e Nation Park of Nairobi. La linea collegherà Mombasa a Navaisha, per poi raggiungere altre città dell'East Africa. La Crbc (impresa cinese di proprietà statale) e la Bank of China consegneranno l'infrastruttura il prossimo anno. Un passo avanti per la modernizzazione del Paese, uno indietro per la fauna selvatica a rischio

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Il rendering del progetto 
LA SPINTA industriale vince sulla preservazione dell'ambiente. L'ecosistema perfetto dell'Africa Orientale, che andrebbe protetto, preservato e valorizzato come risorsa naturale tra le più importanti di questo Paese, sta perdendo la sfida con la modernizzazione, voluta e garantita dai soldi degli investitori cinesi. I santuari della fauna selvatica del Kenya, come lo Tsavo National Park e il Nairobi National Park, saranno a breve attraversati da una ferrovia sopraelevata e, nel peggiore dei casi, da un'autostrada a sei corsie. Elefanti, giraffe, rinoceronti, leoni e bufali dovranno imparare a passare sotto i ponti costruiti tra i piloni della gigantesca struttura. Così, il paesaggio africano, libero e sconfinato a perdita d'occhio, interrotto solo da qualche acacia solitaria e branchi di animali selvatici, potrebbe presto diventare solo un ricordo.

Il progetto, già ribattezzato "The great Wall of China", è gestito dall'East Africa Community (organizzazione intergovernativa che comprende Burundi, Kenya, Rwanda, Sud Sudan, Tanzania e Uganda), con i soldi della CRBC (impresa cinese di proprietà statale impegnata nella realizzazione di grandi infrastrutture) e dal settore import export della Bank of China. Prevede un collegamento tra la città costiera di Mombasa e la città di Navaisha. Dovrebbe essere completato a giugno 2017 e viene considerato il più costoso e ambizioso dai tempi in cui il Paese conquistò l'indipendenza nel 1963. Ma non è finita qui. Si prevede che la ferrovia arrivi fino a Kampala, in Uganda, e Juba in Sud Sudan e che al suo fianco corra un'autostrada a sei corsie. I benefici immediati: le due città si raggiungeranno in 4 ore anziché in 12. Il treno raggiungerà una velocità di 120 km/h e sarà in grado di trasportare 25 milioni di tonnellate di merce all'anno.
Buon per l'Africa che vuole allinearsi con i paesi industrializzati, ma non per gli animali e l'ambiente. L'impatto di questa costruzione su tutto ciò che la circonda sarebbe senza precedenti e, con ogni probabilità, devastante, nonostante quanto affermi il presidente kenyano, Uhuru Kenyatta: "Il progetto sarà la mia eredità a questo Paese. Non trasformerà solo il Kenya ma tutta la regione africana orientale". Le prime 'pietre' dei binari hanno già interferito negativamente con i movimenti degli elefanti. I binari saranno sopraelevati, per ridurre l'impatto ambientale, ma avranno solo pochi ponti sotto cui la fauna selvatica sarà costretta a passare. A confermare il disagio degli animali è la prova dei collari Gps di cui sono stati dotati per studiarne l'interazione con le infrastruttre umane. E le prime conseguenze non sono state positive. Gli animali, spaesati, si sono visti costretti a cambiare le piste, che normalmente sono sempre le stesse da decine di anni. E' per questo che chi va in safari, riesce a godere della presenza ravvicinata dei pachidermi, spesso anche davanti alle tende. Gli elefanti non arrivano vicino agli insediamenti umani per socializzare, ma semplicemente per ripetere abitudini mnemoniche che consentono loro di sopravvivere.

Kenya, il progetto della ferrovia che percorrerà le due riserve nazionali

Gli esperti spiegano che "ovunque perdi elefanti provochi effetti drammatici. Non sono importanti solo per la loro maestosità ma perché scavano e trovano l'acqua e spargono semi con le loro feci. Fanno parte di un equilibrio naturale che noi stiamo distruggendo".

Paula Kahumbu, direttrice executive di una Ong americana tra le più importanti per il suo lavoro in questa regione d'Africa, ha dichiarato: "L'intrusione nelle aree protette è una tendenza in crescita". Che Eric Gross, ingegnere civile incaricato di studiare il design del progetto per conto di un gruppo ambientalista kenyano, spiega così: "E' come mettere la monorotaia di Disney World nel bel mezzo dei vostri parchi"

Le due riserve kenyane hanno già conosciuto interferenze strutturali ad opera dell'uomo. La vecchia linea ferroviaria realizzata nel 1899 sotto gli inglesi da operai indiani e africani, la Lunatic Line, collegava Mombasa a Nairobi. John Henry Patterson, ingegnere capo britannico che sovrintendeva i lavori, ci scrisse un libro "The Man-Eaters of Tsavo and Other East African Adventures" (I mangiatori di uomini dello Tsavo e altre storie di avventure africane, ndr), da cui fu tratto il film "Spiriti nelle tenebre" (The Ghost and the Darkness) del 1996: la storia di una caccia spietata, quella dei due leoni contro gli uomini che sul fiume Tsavo costruirono il ponte ferroviario. Allora, nel film, vinsero i felini.