Sul deposito nucleare è già stallo. I 5 stelle: "Non c'è trasparenza, blocchiamolo"

Il senatore Girotto in un'interrogazione parlamentare: "Troppi ritardi sulla carta dei siti potenzialmente idonei, manca il programma e sul nome del direttore dell'Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare manca l'accordo"

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ROMA - Stallo nucleare. La road map per la costruzione del deposito per le scorie radioattive è già saltata. I ritardi si moltiplicano, l'autorità di vigilanza non è mai stata creata e sul nome del direttore dell'Isin (Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare) pende un contenzioso non risolto. A questo punto i 5 stelle chiedono di tirare il freno d'emergenza. "Sospendiamo la pubblicazione della carta dei siti potenzialmente idonei: senza un programma credibile non ha senso andare avanti", propone il senatore pentastellato Gianni Girotto in un'interrogazione parlamentare che contiene un atto di accusa dettagliato.

Il primo scoglio è stato la proposta di nominare il consigliere Antonio Agostini direttore dell'Isin. Un provvedimento bloccato al Consiglio dei ministri perché su Agostini pende un'inchiesta penale per abuso d'ufficio e turbativa d'asta legata alla gestione dei fondi comunitari. Non basta. Per attuare il piano di decommissioning delle centrali chiuse da 25 anni sono previste altre due condizioni, oltre alla creazione dell'Isin. Un programma nazionale che stabilisca i punti essenziali dell'operazione di chiusura e messa in sicurezza del ciclo del nucleare e la pubblicazione di un elenco dei siti candidati a ospitare il deposito (la Carta nazionale delle aree potenzialmente idonee). Questo elenco doveva essere reso pubblico ad agosto, non ha mai visto la luce.

"La direttiva", si legge nell'interrogazione, "prevede che ogni Stato membro predisponga e trasmetta alla Commissione europea, entro il 23 agosto 2015, un programma nazionale per la gestione del combustibile nucleare irraggiato e dei rifiuti radioattivi". Dunque siamo già oltre i limiti previsti. La Sogin, la società pubblica incaricata dello smantellamento delle centrali, ha consegnato la sua proposta di carta dei siti per il deposito all'Ispra, e l'Ispra l'ha girata al governo il 20 luglio. Da allora è calato il silenzio.

A questo punto, sostengono i 5 stelle, tenendo anche conto delle osservazioni contenute nella relazione finale della Commissione sul ciclo dei rifiuti approvata la scorsa settimana, emerge  un quadro allarmante: "L'assenza di un'Autorità indipendente di controllo e di un programma nazionale così come disposto dalle normative nazionali ed europee" fa mancare i presupposti fondamentali per la definizione del luogo in cui, dopo un'ampia partecipazione al dibattito da parte dei territori interessati, si dovrebbe realizzare il deposito.

Deposito che, tra l'altro, dovrebbe essere progettato per offrire le massime condizioni di sicurezza per le scorie di bassa e media radioattività (che costituiscono un problema per 300 anni) ma ospiterebbe "temporaneamente" anche le scorie ad alta radioattività che restano pericolose per decine o centinaia di migliaia di anni. Un'altra bella contraddizione.