Un grande progetto di energia solare per illuminare il Ruanda

Trecentocinquanta posti di lavoro, alimentazione per oltre 15 mila abitazioni. Un modello per l'intero continente che mira a fornire elettricità a metà della popolazione entro il 2017

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SOSTENIBILITA'  e avanguardia in Africa: una centrale di 8,5 megawatt (MW) sta illuminando il Ruanda . Il governo ha accettato un'offerta congiunta da Gigawatt Global, Norfund e Scatec Solar, sostenuto dall'iniziativa Potenza Africa di Barack Obama. La costruzione è iniziata nel febbraio del 2014 ed è stata terminata a luglio 2015. Il progetto è costato 23.7 milioni di dollari e ha sfidato gli scettici sulla capacità dell'Africa di realizzare progetti veloci.

L'ambientazione è magnifica, tra verdi colline del Ruanda, con la vista del lago Mugesera, 60 km ad est della capitale, Kigali. Alcuni dei 28,360 pannelli solari sono stati installati in file ordinate sopra l'erba selvatica.

Il campo solare è collegato a un server centrale a Oslo e può essere monitorato in remoto via Internet. Dall'alba al tramonto i pannelli fotovoltaici sono controllati dal computer e, ogni 1,9 metri quadrati, si inclinano per monitorare il sole da est a ovest, migliorando l'efficienza del 20% rispetto ai pannelli fissi. I pannelli sono stati realizzati in Cina, mentre gli inverter e i trasformatori in Germania.

La costruzione dell'impianto ha creato 350 posti di lavoro locali, una maggiore capacità di generazione di energia del Ruanda del 6% e l'alimentazione di oltre 15.000 abitazioni. Tutto questo è fondamentale per un'economia che, 21 anni dopo il genocidio, si sta espandendo rapidamente e mira a dare alla metà della popolazione la possibilità di accedere all'energia elettrica entro il 2017.

Il progetto è costruito su un terreno di proprietà della Agahozo-Shalom Youth Village, la cui missione è quella di prendersi cura dei bambini più vulnerabili del Ruanda orfani prima e dopo il genocidio. Questo contratto fornisce la principale fonte di reddito per il villaggio, attualmente sede di 512 giovani ai quali vengono offerti scolarizzazione e attività extrascolastiche.

Jean-Claude Nkulikiyimfura, direttore del villaggio, ha detto: "Il progetto è probabilmente il più veloce mai realizzato in Africa, portato a termine in meno di un anno. Sta portando molte visite da chiunque sia interessato nello sviluppo del progetto, e porta un po' di visibilità a noi. E' qualcosa di unico e siamo orgogliosi di essere partner".

Chaim Motzen, co-fondatore e amministratore delegato di Gigawatt Global e pioniere del settore solare in Israele, parla della grande necessità di energia per il paese: "Il Ruanda ha avuto 110 megawatt per una popolazione di 12 milioni di persone; Israele ha 13.000 megawatt per 8 milioni di persone. C'era un disperato bisogno di più energia".

Un prototipo per tutto il continente che può funzionare da esempio per altre iniziative di questo tipo: "Il Rwanda può essere usato come modello: si possono fare accordi energetici e realizzarli in modo veloce. E' un catalizzatore per progetti futuri e si spera possa ispirare anche altri paesi", afferma Motzen.

A pochi giorni dalla COP21 di Parigi, nella quale i vertici del mondo dovranno trovare accordi per contenere gli effetti dei cambiamenti climatici, Yosef Abramowitz, presidente di Gigawatt Global, ha dichiarato: "Abbiamo disgiunto la crescita del PIL dalla crescita delle emissioni. Siamo al 6% della capacità di generazione di energia senza l'aggiunta di alcuna emissione. Questo è il test prova in grado di rompere il meccanismo inquinante della produzione di energia e aprire la nuova strada della risorsa solare ".