Osservata la galassia più lontana, ha 13,2 miliardi di anni

Un team di ricercatori del Caltech ha scoperto la galassia più distante mai vista. Si chiama egs8p7 e sarebbe 600 milioni di anni più giovane rispetto all'Universo. Una scoperta sorprendente che potrebbe obbligare scienziati e astrofisici a rivedere le tempistiche delle prime fasi di vita del cosmo

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La galassia egs8p7 osservata dai telescopi spaziali Hubble (sullo sfondo e in alto a destra)e Spitzer (in basso a destra). Foto NASA- Caltech
La galassia egs8p7 osservata dai telescopi spaziali Hubble (sullo sfondo e in alto a destra)e Spitzer (in basso a destra). Foto NASA- Caltech 
ALLA RICERCA delle sorgenti più remote dell'Universo, un team di ricercatori del Caltech ha scoperto la galassia più distante mai vista. Si chiama egs8p7 e ha oltre 13.2 miliardi di anni di età. L'universo ne ha circa 13.8: la nuova galassia sarebbe 600 milioni di anni più giovane. Una sorprendente scoperta che potrebbe obbligare scienziati e astrofisici a rivedere le tempistiche delle prime fasi di vita dell'universo. Il ritrovamento è stato annunciato in un articolo sull'Astrophysical Journal Letters da Adi Zitrin, un ricercatore post-doc che lavora nel team Hubble alla NASA, e Richard Ellis, da poco in pensione dopo aver passato 15 anni al Caltech, ora professore di astrofisica presso l'University College di Londra. Grazie alle osservazioni dei telescopi spaziali Hubble e Spitzer e ad analisi spettrali successive condotte all’osservatorio WM Keck delle Hawaii, il gruppo ha ritrovato egs8p7. 

All'inizio di quest'anno la galassia era stata intravista dai due telescopi spaziali. Poi i ricercatori hanno avviato le analisi utilizzando lo spettrometro multi-oggetto per l’esplorazione a infrarossi. Così hanno potuto effettuare un’analisi spettrografica della galassia e determinare il suo redshift, lo "spostamento verso il rosso". Per l'effetto Doppler quando un oggetto celeste si allontana da noi, la sua luce viene “stirata” e quindi ne osserviamo uno spostamento verso lunghezze d’onda più rosse. Ma osservare le radiazioni di galassie così lontane è un operazione molto difficile a causa delle nubi di idrogeno neutro che non è trasparente. Per questo motivo il team non poteva credere ai propri occhi:  "L’aspetto sorprendente della scoperta è che abbiamo rilevato questa radiazione in una galassia apparentemente debole ad un redshift di 8.68, che corrisponde ad un periodo in cui l’Universo dovrebbe essere ricco di nubi di idrogeno", spiega Ellis. "Prima di questa scoperta, la galassia più lontana mai rilevata aveva un redshift di 7.73".

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"Attualmente stiamo cercando di stimare con precisione la probabilità di osservare emissioni simili da galassie come questa. Vogliamo capire se c’è bisogno di rivedere le tempistiche della reionizzazione, una delle questioni chiave per migliorare la nostra comprensione dell’evoluzione dell’Universo", conclude Zitrin.
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