Nice fa cinque acquisizioni e cresce del 10%

Oderzo: in portafoglio V2, Acm e tre ex competitor in Polonia, Brasile e Silicon Valley e investimenti continui nell'innovazione

ODERZO. Un fatturato in crescita di oltre il 10 per cento nel 2018, rispetto ai 325 milioni di euro registrati nel 2017. La Nice di Oderzo continua a crescere, forte di 5 acquisizioni di aziende inglobate quest'anno.

«Nel mercato c'è ancora molto spazio da esplorare», spiega Roberto Griffa, ad del gruppo specializzato in sistemi per l'automazione della casa, come cancelli motorizzati, sistemi di comando wireless, sistemi d'allarme, infissi motorizzati.

Nice Spa nel 2018 ha rilevato aziende concorrenti come la V2 a Racconigi (Cuneo), con esperienza trentennale nella domotica, e l'Acm nella capitale, leader mondiale nell'automazione di serrande. Non solo: ha acquisito aziende in Brasile, in Polonia e nella Silicon Valley.

Così Nice continua a ingrandirsi: conta 15 stabilimenti nel mondo, di cui 4 in Italia (2 ad Oderzo, gli altri a Racconigi e Roma), 3 in Germania, 2 in America, 3 in Brasile, e oltre alla recente acquisizione in Polonia ha una sede in Sud Africa e un'altra in Cina.

Il solo headquarter di Oderzo impiega 304 dipendenti, che arrivano a 400 con la parte produttiva. A livello nazionale la forza lavoro vale 540 unità, contando anche gli 80 dipendenti a Roma e i 60 a Racconigi. Numeri che esprimono la forza di un gruppo in cui i dipendenti sono «persone da valorizzare, rendendo il lavoro più soft, grazie all'automazione, con risultati che devono essere sempre più competitivi» , visto che il 95% del fatturato è concentrato all'estero.

Per realizzare l'obiettivo Nice è seguita in parte dei suoi processi di digital transformation dalla startup padovana Azzurro Digitale, che l'altro ieri ha organizzato un evento di networking (rede di lavoro) al TheNicePlace, l'hub sociale di Lauro Buoro, per condividere i "segreti" dell'innovazione tecnologica.

Tra i risultati, ecco un esempio positivo raccontato da Nice, che segna un'inversione di tendenza: «Nel 2017 abbiamo chiuso uno stabilimento in Cina, riportando la produzione ad Oderzo».

Un caso di reshoring (rientro in Italia di produzione): «qui abbiamo l'ottimale combinazione tra automazione e valore aggiunto della manodopera, perché i nostri prodotti hanno un'alta customizzazione».

Nice continua ad investire: «Stiamo approntando un piano che oscilla dai 4 ai 7 milioni di euro d'investimento tra il 2019 e il 2021, per un'industry 5.0», anticipa l'ad. Negli stabilimenti produttivi la componente d'innovazione è già altissima: «Ogni dato relativo al processo produttivo si traduce in un'informazione consultabile in tempo reale».

Se un qualsiasi granello della catena dovesse avere un intoppo, l'informazione arriva diretta, in modo da agire tempestivamente. «Anche le competenze dei dipendenti sono consultabili, nel caso di sostituzioni da effettuare al volo».

Un sistema d'incrocio dei dati estremamente performante: «In Germania, dove abbiamo inaugurato uno stabilimento a fine 2017, specializzato in produzione di motorizzazioni per automazioni di tende, abbiamo diminuito i tempi dell'output da 1 minuti a 32 secondi, quasi raddoppiando la produzione attraverso la tecnologia, e mantenendo tutti i 350 dipendenti», chiarisce Griffa.

L'investimento nell'industre 4. 0 è stato di 4 milioni di euro, tra software e macchinari automatizzati, sui totali 16 milioni di euro per la fabbrica, nei pressi di Stoccarda. Obiettivo: la lean manifacturing (produzione snella), battendo tutti i tempi ed eliminando gli sprechi.

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