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Sindaci leghisti uniti. Più vicino l’accordo sulle quote Asco

Martedì sera riunione infuocata del Carroccio. Contrari isolati, per uscire i soci privati non accettano offerte sotto i 4 euro

TREVISO. L’accordo tra Asco Holding e i privati, per liquidare soci e Comuni uscenti con una cifra vicina ai 4 euro ad azione, è più vicino. Dopo la (infuocata) riunione di martedì sera anche il blocco leghista ha virato deciso verso il sì al cosiddetto “accordo tombale”, che scongiurerebbe ricorsi e vertenze.

Sarà una corsa contro il tempo per arrivare a una soluzione entro il 20 settembre, data in cui il Consiglio di Stato si esprimerà sul pronunciamento del Tar Veneto che bocciava la fusio ...

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TREVISO. L’accordo tra Asco Holding e i privati, per liquidare soci e Comuni uscenti con una cifra vicina ai 4 euro ad azione, è più vicino. Dopo la (infuocata) riunione di martedì sera anche il blocco leghista ha virato deciso verso il sì al cosiddetto “accordo tombale”, che scongiurerebbe ricorsi e vertenze.

Sarà una corsa contro il tempo per arrivare a una soluzione entro il 20 settembre, data in cui il Consiglio di Stato si esprimerà sul pronunciamento del Tar Veneto che bocciava la fusione della Holding in Tlc per aggirare la legge Madia (il 30 settembre invece è il limite per definire la questione partecipate).

Difficile, oggi, che entro quel giorno il rebus sia risolto. Ma l’accesa riunione dei sindaci leghisti martedì sera potrebbe aver impresso una svolta. I Comuni allineati al cda della holding, infatti, avevano costituito una loro commissione in cui sono presenti alcuni primi cittadini contrari all’ipotesi di accordo con i soci di Plavisgas.

Martedì alcuni dei sindaci del Carroccio hanno ribadito di non voler fare l’accordo, ma alla fine la maggioranza favorevole è stata clamorosa, quasi all’unanimità, con i pochi contrari (un paio di elementi, non di più) rimasti isolati. Si procede a passo lento, e gli incontri tra le parti proseguiranno nei prossimi giorni, senza soluzione di continuità. La prospettiva è quindi di offrire una valutazione di almeno 4 euro ad azione a Plavisgas (i soci privati) e ai Comuni uscenti perché si facciano definitivamente da parte, ricordando che all’orizzonte c’è sempre l’offerta del fondo F2i, vicina ai 4,2 euro (la partita in questo caso si complica, perché i Comuni non potrebbero vendere liberamente le quote al fondo privato F2i, dovrebbero passare per bando e gara pubblica, mentre il privato si può liquidare senza gara).

Bocche cucite dal fronte leghista, dove tra le voci contrarie all’accordo si registra quella del segretario Toni Da Re. Le indicazioni politiche di Da Re sono state disattese, gli amministratori hanno risposto che sono loro responsabili in prima persona in caso di ricorsi o segnalazioni alla Corte dei Conti, e per questo l’accordo tombale è considerato una felice via di uscita dal rischio ricorsi e battaglie legali. I privati di Plavisgas restano alla finestra forti dell’offerta di F2i: per questo non accetteranno alcuna proposta inferiore ai 4 euro.