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Tajani: «Lo spread? Nessun complotto, non siamo credibili»

Antonio Tajani, Presidente del Parlamento Europeo

Il presidente del Parlamento europeo ha duramente attaccato puntando il dito sulla la fuga dei capitali: «C'è perché il nostro Paese non è credibile perché non si capisce cosa vuole fare il governo. Che succede con Ilva, Tav, Tap e autostrade? Tutta questa incertezza fa perdere credibilità. Serve più serietà»

RIMINI. «La fuga di capitali purtroppo c’è stata». Così il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, arrivando al Meeting di Cl a Rimini. «Lo spread così alto - ha spiegato - ci dimostra che siamo meno credibili della Spagna e del Portogallo, abbiamo un livello di burocrazia inaccettabile, una pressione fiscale per le imprese inaccettabile, non c’è una politica a favore delle imprese e c’è incertezza su tutta la politica industriale e macro economica».

«Non servono ministri che fanno ...

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RIMINI. «La fuga di capitali purtroppo c’è stata». Così il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, arrivando al Meeting di Cl a Rimini. «Lo spread così alto - ha spiegato - ci dimostra che siamo meno credibili della Spagna e del Portogallo, abbiamo un livello di burocrazia inaccettabile, una pressione fiscale per le imprese inaccettabile, non c’è una politica a favore delle imprese e c’è incertezza su tutta la politica industriale e macro economica».

«Non servono ministri che fanno sparate demagogiche, servono ministri che lavorino, perché è facile stare in vacanza e parlare» ha detto ancora. «Spread e fuga dei capitali non sono un complotto, ma ci sono perché il nostro Paese non è credibile - ha aggiunto - perché non si capisce cosa vuole fare il governo. Che succede con Ilva, Tav, Tap e autostrade? Tutta questa incertezza fa perdere credibilità all’Italia. Serve più serietà».

Per il presidente Tajani «ci sono molti dilettanti allo sbaraglio che parlano di economia. Addirittura, si dice che dobbiamo avere dei fondi sovrani russi. Al tempo del Partito comunista - ha ricordato - c’era l’Unione Sovietica che finanziava il Pci, mi pare che l’epoca delle dittature e dei partiti totalitari sia finita». Secondo il vicepresidente di Forza Italia, «il problema è italiano: non c’è nessun complotto e non c’è nulla a che vedere con quello che accadde nel 2011 quando c’erano italiani che agivano contro il Governo.

Qui non c’è nessuno che agisce contro il Governo e contro l’Italia a livello internazionale. Io sono preoccupato per quello che succede in Italia perché non c’è una linea conduttrice e in questo Governo ci sono due anime che sono una in contrasto con l’altra. E di questo - ha concluso - sono spaventati coloro che debbono investire e per questo lasciano l’Italia».