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Falsi prosciutti San Daniele Dop, frodi per il 10% della produzione

Sequestrati circa 270 mila prosciutti, per un valore di 27 milioni di euro. Da accertamenti risulterebbe che la frode era perpetuata da circa dieci anni nonostante segnalazioni continuate

PORDENONE. La Procura dall'inizio dell’inchiesta ha emesso decreti di sequestro per circa 270 mila prosciutti, per un valore di 27 milioni di euro, pari al 10 per cento della produzione annuale del prosciutto di San Daniele. Da accertamenti risulterebbe che la frode era perpetuata da circa dieci anni.

La maggior parte dei prosciutti da sequestrare all' atto dell'esecuzione dei provvedimenti cautelari era già stata commercializzata, quindi sono stati materialmente sequestrati 80 mila prosciutt ...

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PORDENONE. La Procura dall'inizio dell’inchiesta ha emesso decreti di sequestro per circa 270 mila prosciutti, per un valore di 27 milioni di euro, pari al 10 per cento della produzione annuale del prosciutto di San Daniele. Da accertamenti risulterebbe che la frode era perpetuata da circa dieci anni.

La maggior parte dei prosciutti da sequestrare all' atto dell'esecuzione dei provvedimenti cautelari era già stata commercializzata, quindi sono stati materialmente sequestrati 80 mila prosciutti, ancora in fase di stagionatura. I provvedimenti di sequestro sono stati revocati soltanto dopo l'eliminazione dei marchi identificativi della Dop. Gli inquirenti, inoltre, contestano omessi controlli ai responsabili degli organismi preposti, anche in seguito a molteplici e puntuali segnalazioni giunte negli ultimi dieci anni. Per questa ragione il Ministero delle Politiche agricole nel maggio scorso ha adottato a carico dei due organismi di controllo provvedimenti di sospensione irrogando sanzioni amministrative per centomila euro.

«Si faccia chiarezza in tempi rapidi per tutelare i consumatori e i produttori impegnati a garantire la qualità di un simbolo del Made in Italy». È la posizione del presidente di Coldiretti Fvg Michele Pavan sull'inchiesta della Procura di Pordenone che ipotizza una frode in commercio per la contraffazione del Prosciutto San Daniele Dop. Una posizione in linea con quella già espressa dalla Coldiretti nazionale.

«Il Prosciutto di San Daniele è una realtà importantissima per il Fvg. Un'indagine svolta in questi giorni da Coldiretti ha rilevato che il 42% degli italiani tornano dalle vacanze con i prodotti tipici del territorio visitato».

Far presto chiarezza è essenziale, per Coldiretti, «per mantenere la fiducia del consumatore sul prodotto». Pavan confida che non vi saranno contraccolpi negativi né sui consumi né sull'export: «I prodotti italiani sono i più sicuri al mondo per qualità. Il buon nome del Prosciutto di San Daniele sia superiore a questo episodio.

«Grazie a 3.927 allevatori, 116 macelli, 550 addetti e 31 stabilimenti produttivi - sottolinea la Coldiretti - il prosciutto San Daniele è al secondo posto sul podio delle Dop di carne italiane e - continua la Coldiretti - rappresenta il 22,5% della produzione annua di prosciutti DOP italiani, e il 13,7% della produzione di prosciutto crudo a totale Italia. Ogni anno - precisa la Coldiretti - circa tre milioni di cosce di suino sono lavorate secondo un rigido disciplinare di produzione volto a tutelare la qualità e le caratteristiche organolettiche di un prodotto che vale 65 milioni di euro di esportazioni in particolare in Francia, Germania, Usa, Belgio e Australia che, complessivamente, rappresentano il 70% del suo mercato internazionale».

«È necessario - conclude la Coldiretti - evitare che qualsiasi ombra si allunghi sulle produzioni italiane di qualità che all'estero valgono oltre 41 miliardi di euro di esportazioni e che devono già affrontare l'assedio di oltre 100 miliardi di falsi in tutto il mondo aumentati del 70% nel corso dell'ultimo decennio, per effetto della pirateria internazionale che utilizza impropriamente parole, colori, località, immagini, denominazioni e ricette che si richiamano all'Italia per alimenti taroccati che non hanno nulla a che fare con il sistema produttivo nazionale».