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Intesa riacquista le obbligazioni delle ex venete, estinto rischio di 9,3 mld per lo Stato

Lo comunica la banca nella relazione semestrale. Con questa operazione, completata ad aprile 2018, è stato estinto un potenziale onere pari al controvalore dei bond annullati che sarebbe andato a pesare sulle casse italiane

MILANO. Intesa chiude le operazioni di riacquisto dei bond delle ex popolari venete che erano sul mercato o usati come collaterale in finanziamenti pronti contro termine.

Lo comunica la banca all’interno della sua relazione semestrale 2018. A partire dal 6 aprile di quest’anno Intesa Sanpaolo, avendo completato le possibili operazioni di riacquisto dei titoli obbligazionari emessi da Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca e assistiti da garanzia dello Stato (sia collocati sul mercato sia ut ...

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MILANO. Intesa chiude le operazioni di riacquisto dei bond delle ex popolari venete che erano sul mercato o usati come collaterale in finanziamenti pronti contro termine.

Lo comunica la banca all’interno della sua relazione semestrale 2018. A partire dal 6 aprile di quest’anno Intesa Sanpaolo, avendo completato le possibili operazioni di riacquisto dei titoli obbligazionari emessi da Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca e assistiti da garanzia dello Stato (sia collocati sul mercato sia utilizzati dalle due banche come collaterale in finanziamenti pronti contro termine), è stata in condizione di procedere all’annullamento di tali titoli in suo possesso.

Conseguentemente, in pari data Intesa Sanpaolo ha inviato al Ministero dell’Economia e delle Finanze comunicazione di rinuncia alla relativa garanzia dello Stato. La rinuncia alla garanzia sarà valida solo ed esclusivamente per i titoli detenuti dalla Banca (pari a circa 9,3 miliardi di euro), mentre non produrrà effetti per i titoli rimasti in circolazione (pari a circa 0,8 miliardi di euro), ancora detenuti da altri obbligazionisti perché non portati in adesione alle predette operazioni di riacquisto. La rinuncia ha estinto il rischio di un potenziale onere di circa 9,3 miliardi di euro per lo Stato.