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Turismo: Ciset, previsto un forte aumento degli arrivi dai Paesi extra Ue. Guidano gli Stati Uniti

È l'area da cui è previsto un notevole incremento degli arrivi turistici in Italia, con un +6,6% rispetto allo scorso anno. In particolare, il movimento dagli Stati Uniti, più della metà dei flussi di questo raggruppamento, dovrebbe registrare un aumento del +7,8%

VENEZIA. È quella dei paesi extraeuropei l'area da cui è previsto un notevole incremento degli arrivi turistici in Italia, con un +6,6% rispetto allo scorso anno. In particolare, il movimento dagli Stati Uniti, più della metà dei flussi di questo raggruppamento, dovrebbe registrare un aumento del +7,8%. Il dato emerge dal rapporto «Trip» il modello di previsione dei flussi turistici internazionali elaborato dal Ciset dell'università Cà Foscari di Venezia.

Pubblicato due volte l'anno (edizione ...

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VENEZIA. È quella dei paesi extraeuropei l'area da cui è previsto un notevole incremento degli arrivi turistici in Italia, con un +6,6% rispetto allo scorso anno. In particolare, il movimento dagli Stati Uniti, più della metà dei flussi di questo raggruppamento, dovrebbe registrare un aumento del +7,8%. Il dato emerge dal rapporto «Trip» il modello di previsione dei flussi turistici internazionali elaborato dal Ciset dell'università Cà Foscari di Venezia.

Pubblicato due volte l'anno (edizione primaverile e autunnale), è uno strumento previsionale operativo ormai da vent'anni che, grazie all'accuratezza delle stime, permette di catturare e misurare i legami tra trend economici e socio-demografici e il fenomeno turistico attraverso l'analisi delle scelte del turista. L'Europa Centrale - emerge dal rapporto - rimane il principale mercato di origine per l'Italia, rappresentando con circa 25 milioni di arrivi quasi la metà dei flussi.

L'area mostrerà un andamento positivo, sebbene inferiore alla media, pari a +2,8%. La dinamica prevista dei flussi tedeschi, in particolare, è del +3%. Gli arrivi dai paesi dell'Area Mediterranea faranno registrare un buon incremento (+2,6%), in particolare del mercato spagnolo (+3,3%), che rappresenta quasi un terzo del movimento da questa zona. I paesi del Nord Europa, che con circa 6,5 milioni di arrivi rappresentano il mercato di origine meno consistente per il nostro paese, si caratterizzeranno per dinamiche positive ma decisamente inferiori, superando di poco il +2%.

Il Regno Unito (3,9 milioni di arrivi, quasi i due terzi dei flussi totali dall'area) sarà contraddistinto da un trend di crescita di poco inferiore alla media (+2%). In netto aumento invece i clienti irlandesi (+5,7%) e norvegesi (+5,1%). Per quanto riguarda la scelta degli italiani delle mete di vacanza all'estero, le partenze supereranno i 24 milioni, con un tasso di incremento del +2,9%. Superiore alla media sarà la crescita dei flussi verso l'Area Mediterranea (+3,2%), più della metà del totale delle partenze. Torna positivo il movimento verso la Francia (+3,1%), principale mercato di destinazione con oltre 8 milioni di partenze. L'Europa Centrale mostrerà una crescita inferiore alla media, con un +2,1%.

Il Nord Europa sarà contraddistinto da un aumento di poco inferiore alla media (+2,5%), ma Svezia e Irlanda avranno dinamiche superiori al +4%, mentre i viaggi verso il Regno Unito, circa il 70% delle partenze verso l'area, non supereranno il +2%. Infine, i paesi Extra Europa saranno caratterizzati da un andamento in linea con la media (+2,9%), con una predilezione per America Latina e Australia. Tra le mete tradizionali d'oltreoceano, gli Stati Uniti registreranno un +2,8%. In recupero, ma ancora sotto tono, infine, le mete africane (+1,4%).