Allarme bomba in filiale Bpvi di Brescia. Gli ex soci: sì alla rivoluzione Atlante

Trovato un ordigno stamani nella filiale lombarda. Il tema della sicurezza prioritaria per dipendenti e sindacati. Parlano gli ex soci azzerati: ben venga l'azione dei responsabilità. Ora la Procura "batta un colpo"

E’ stata trovata una bomba a mano questa mattina davanti alla filiale di Brescia della Banca Popolare di Vicenza. È stato il direttore della sede a lanciare l'allarme quando all'apertura, alzando la saracinesca, ha trovato l'ordigno incastrato nella maniglia. Secondo i carabinieri, è altamente probabile che l'episodio sia legato allo scontento per le condizioni in cui versa l'istituto di credito.


Preoccupati dipendenti e sindacati. Dopo le aggressioni verbali e fisiche agli sportelli, la sicurezza ora è al primo posto. I sindacati congiunti, in una nota, ricordano che “i colleghi sono vittime e non complici della grave situazione in cui versa l'Istituto”. E’ la Uilca a denunciare in modo netto il clima “a dir poco ostile che si è venuto a creare per responsabilità del passato management, che non sono addebitabili in alcun modo ai dipendenti”.


Gli ex soci, azzerati e liquidati dal capitale post entrata del Fondo Atlante, intanto prendono misura con la rivoluzione di Quaestio che ieri ha ridotto il Cda a 11, mantenendo in carica solo l’ad Francesco Iorio e l’ex consigliere Alessandro Pansa. Per il resto, i vecchi componenti, compresi gli ultimi tre (Maurizio Paniz, Giorgio Lener e Alessandro Musaio) cooptati il 12 aprile scorso. “Ce l’aspettavamo il repulisti – spiega Silvio Fortuna, imprenditore vicentino a capo di Futuro 150 – così come l’alto livello dei profili, ora bisogna capire il rapporto con il territorio e se c’è sensibilità verso i vecchi soci”.

Non è ancora tutto perduto per gli ex azionisti rimasti con un pungo di mosche in mano: “L’aumento l’abbiamo dovuto fare in tre giorni in mezzo al ponte del 25 aprile con la dissuasione della banca e senza grandi informazioni. Quei 5 mila sottoscrittori sono stati degli eroi ma dimostrano la voglia di partecipare al risanamento. Abbiamo avuto vari incontri anche con Iorio e ne abbiamo chiesto uno con Penati (capo di Quaestio, ndr) – continua Fortuna – il warrant (opzione per ottenere il diritto di acquistare un titolo a un prezzo fissato, ndr) è un segnale positivo ma insufficiente, i vecchi soci vogliono anche sottoscrivere nuove azioni e arrivare a una quota per incidere”. Insomma, il sogno del patto di sindacato, nonostante tutto non è naufragato.

Così neanche quello della fusione con Veneto Banca, dice Fortuna che plaude all’azione di responsabilità ma chiede alla Procura di “battere un colpo”: “Non abbiamo parole di fronte a questo silenzio sorprendente”.

Futuro 150 ha convocato l’assemblea dei propri soci per il 14 luglio, “data della presa delle Bastiglia: una coincidenza di particolare significato” conclude Fortuna.
@eleonoravallin

Video del giorno

L'Aquila, abbattuto il Viadotto Cerqueta sulla A24: la demolizione controllata vista dal drone

Granola fatta in casa

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi