Il progetto di Confindustria: «Alta velocità a San Lazzaro»

Confindustria presenta il progetto per risolvere il nodo ferroviario: «La soluzione è dirottare i convogli in periferia e creare una nuova stazione a Padova Est». Il costo dell'opera è di 300 milioni. Il sindaco Bitonci si dice interessato all'idea

PADOVA. A Padova sta passando l’ultimo treno per l’Alta velocità. Così sostiene il presidente di Confindustria Massimo Pavin che ieri, assieme a Leonardo Antonio Cetera e Paolo Giopp, ha presentato il progetto dell’associazione per sbloccare i nodo cittadino, trascurato all’interno della tratta Milano-Venezia che, pure, va finalmente definendosi. La proposta prevede lo spostamento del baricentro dell’Alta velocità nella stazione di San Lazzaro che ne diventerebbe riferimento per quanto riguarda attraversamento e fermata.

Lo stato dell’arte. Con la progettazione da parte di Rfi (Rete ferroviaria italiana) della tratta Verona-Padova, per cui sono stati stanziati 90 milioni, e del nodo di Vicenza, l’Alta velocità veneta sembra aver ripreso a marciare. Non fosse per il nodo di Padova, dormiente da 10 anni e legato a ipotesi alternative di attraversamento a raso o sotterraneo (con l’interramento della linea dallo stadio al ponte Verde). In questo scenario, spiegano gli industriali, il rischio è di relegare la città del Santo a un ruolo marginale, malgrado la posizione baricentrica nel corridoio Trieste-Torino-Lione e d’incrocio con quello Nord-Sud. Da qui il tentativo di salire in corsa - agganciando le risorse - su un treno che, seppur lentamente, è tornato a muoversi.

Lo studio preliminare. La proposta di Confindustria Padova, elaborata con la società che ha progettato il nodo di Vicenza, prevede la collocazione della nuova stazione di Alta velocità e capacità a San Lazzaro, stazione minore a tre chilometri da quella centrale, nell’area già prevista come fermata Sfmr, a ridosso dell’autostrada A4 e dell’intersezione tra la nuova statale del Santo e l’Arco di Giano. L’obiettivo è garantire la connessione tra i servizi di breve e lunga percorrenza, ovvero Sfmr e Alta velocità, e l’intermodalità con il trasporto pubblico, urbano ed extraurbano. Un servizio che sarebbe reso possibile dalla realizzazione di un ampio parcheggio scambiatore e dal completamento dell’Arco di Giano che verrebbero richiesti a Rfi. Al Comune, spetterebbe, invece, il collegamento con il tram.

La stazione centrale. Bocciato dagli industriali il potenziamento della stazione centrale, laddove l’interramento della linea comporterebbe il rifacimento del Borgomagno e l’interruzione del passaggio pedonale, isolando l’Arcella. Con questa proposta, invece, la stazione manterrebbe gli attuali servizi, con la specializzazione di 2 degli 11 binari passanti verso San Lazzaro.

Tempi e costi. Una prima stima dei costi è di 300 milioni, compreso il riordino urbanistico e i collegamenti con San Lazzaro. L’idea, è già stata condivisa con il sindaco, con l’obiettivo di mettere insieme un gruppo di pressione con Camera di Commercio (che discuterà la questione la settimana prossima in giunta) e Regione. L’obiettivo è di partire con la progettazione entro fine 2014. Un paio di anni i tempi previsti solo per i cantieri. Ma, come dimostra l’esperienza, quest’ultimo è il passaggio più semplice.

ddd

Il sindaco Bitonci: "Opportunità per la città". "La proposta di Confindustria è ambiziosa e stimolante. La realizzazione di una nuova stazione ferroviaria a San Lazzaro, con la fermata per i convogli dell'Alta Velocità, è un'occasione da non perdere. Sotto il profilo delle opportunità commerciali e turistiche, sotto il profilo economico, perché darebbe lavoro ad imprese venete, sotto il profilo urbanistico, perché consentirebbe di unire l'Arcella con il resto della città – spiega Massimo Bitonci, sindaco di Padova – Un'opera di questo genere conferma l'unità di intenti fra Amministrazione e imprenditori che, dopo anni di promesse mai mantenute, aspirano insieme alla realizzazione della Grande Padova, capitale economica del Veneto.”

Merluzzo al vapore al pomodoro e taggiasche, farro, cime di rapa alle mandorle

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi