Si è laureato a Padova il primo studente autistico non parlante

Pier Carlo Morello è dottore magistrale in Scienza umane e pedagogiche. La sua tesi su inclusione e benessere sociale delle persone con autismo

PADOVA. Dottore magistrale in Scienze umane e pedagogiche: Pier Carlo Morello ha vinto la sua sfida. Il trentatreenne trevigiano è il primo studente autistico non parlante a laurearsi in Italia: la discussione della tesi e la proclamazione del neo dottore ieri mattina nella sala delle Edicole del palazzo del Liviano a Padova, sede dell’università. Lo scroscio di applausi che ha accolto l’annuncio del presidente della commissione di laurea si è mescolato ai singhiozzi commossi dei genitori e della sorella di Pier, dei quasi trenta ragazzi, studenti, tirocinanti e professionisti, che negli ultimi nove anni lo hanno seguito nel suo percorso di studi. Poi è stato un turbine di abbracci, congratulazioni e sorrisi che hanno accompagnato Pier nell’atrio dove il papà gli ha cinto la testa con la corona di alloro.

«Sono felicissimo» ha detto il neo dottore, «ora bisogna festeggiare». E così è stato: giù nella piazza, fra coriandoli e stelle filanti, canti irriverenti e scherzi, Pier ha letto insieme alla sua tutor Emanuela Corneli il papiro di laurea e ha brindato a quello che sicuramente resterà uno dei giorni più belli della sua vita. «Se penso che fino a 13 anni i medici lo ritenevano un ritardato mentale» dice il papà Luciano «oggi è una gioia immensa per tutti noi. Pier non ha mai avuto dubbi che sarebbe arrivato a questo risultato e lo ha perseguito con grande determinazione. Mi auguro che serva per scuotere le istituzioni, per far sì che a questi ragazzi non sia prospettata solo e sempre una vita da inferiori: hanno capacità enormi ed è doveroso dar loro la possibilità di esprimerle».

«La speranza di una vita diversa per tutti i ragazzi come lui» aggiunge mamma Marta, «questa è la vera conquista di oggi». Nel suo sguardo che sembra sempre un po’ spaesato Pier cerca di continuo la sua tutor: Emanuela, dell’ufficio disabilità dell’università che collabora con il Centro sperimentale per i disturbi dello sviluppo della comunicazione e l’associazione Oikia diretti dalla dottoressa Vittoria Realdon Cristoferi, gli è stata accanto mentre discuteva la tesi, assecondandolo nella scrittura facilitata al computer che ha usato per rispondere alle domande della commissione: «Fino a ieri sera ci prendeva in giro perché eravamo tutti agitati» racconta Emanuela «se la rideva beato. Stamattina invece ha accusato un po’ l’emozione, ma l’ho sentito sicuro come poche altre volte mentre formulava la risposta al quesito. Era molto preparato, davvero sicuro di sé. Anche per me questa è stata un’esperienza umana e professionale straordinaria».

«Una grandissima soddisfazione» commenta la dottoressa Realdon Cristoferi, correlatrice della tesi di Pier, «ha raggiunto i risultati che si era prefisso, ha dimostrato che oltre i pregiudizi si apre un mondo di possibilità: Pier è la dimostrazione che autismo non è incapacità. Io auspico che lui possa proseguire i suoi studi e le sue ricerche, proporrò una borsa di studio per un dottorato perché l’approccio che Pier Carlo ha elaborato può trovare effettivo riscontro nei nuovi modelli educativi». Dopo qualche giorno di meritato riposo, Pier tornerà al suo lavoro part-time nella scuola materna dove già da un paio di anni assiste un insegnante. «Il resto» dice il papà, «è tutto da inventare, la battaglia non finisce mai».

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