Arrivano i fondi regionali per la prima idrovora

Il nuovo impianto sorgerà sullo scolo Mestrina. Servirà a evitare allagamenti come quelli che hanno colpito meno di un mese fa Selvazzano e Rubano

SELVAZZANO. La Regione Veneto contribuirà con mezzo milione di euro alla realizzazione di due nuovi impianti idrovori nelle chiaviche esistenti degli scoli Mestrina e Storta, il cui costo complessivo è stimato in un milione e 800 mila euro. Mezzo milione lo metterà il Comune di Selvazzano e 300 mila euro il Comune di Rubano. Interventi già previsti nel Piano generale di bonifica del 2009. È quanto è emerso dalla riunione di ieri mattina in municipio a Selvazzano tra l’assessore regionale alla Difesa del suolo, Maurizio Conte, i sindaci dei Comuni di Selvazzano, Rubano, Mestrino, Saccolongo e Veggiano, il presidente del Consorzio di bonifica Bacchiglione Brenta, Danilo Cuman, e il dirigente del Genio civile, Tiziano Pinato. L’incontro era stato chiesto con urgenza subito dopo gli allagamenti dei primi di febbraio, per valutare le soluzioni possibili alla criticità idraulica nel bacino scolante dei cinque Comuni. Con i fondi promessi ieri, con tutta probabilità verrà deciso di dare priorità all'idrovora sullo scolo Mestrina, capace di sollevare 2 metri cubi d’acqua al secondo con recapito nel canale Bretella. Questo fintantoché non sarà pronto uno studio di fattibilità più ampio sul quale si sono detti disponibili a contribuire sia il Consorzio di bonifica che i restanti Comuni di Mestrino, Saccolongo e Veggiano.

«Selvazzano e Rubano, solo per il fatto che sono su un livello più basso dei Comuni che stanno a monte, non possono diventare, nel caso di eventi atmosferici come quello dei primi di febbraio, dei bacini d’invaso», afferma il sindaco Enoch Soranzo. «Dall’incontro con i colleghi sindaci e l’assessore Conte mi pare di aver percepito che ognuno è disposto ad assumersi le proprie responsabilità affinché non si ripetano situazioni come quelle che hanno vissuto meno di un mese fa migliaia di famiglie».

Ieri mattina è emersa la quasi inutilità nella gestione dell’emergenza dell’impianto idrovoro di Lissaro, costato 800 mila euro e finanziato dalla Regione e in quota parte dai Comuni. Un sollevamento ideato nel 2001 e completato nel 2008 in base a un accordo di programma, conlo scopo di ridurre le portate in arrivo agli scoli Mestrina e Bappi, creando una nuova strada allo scolo Scolaro e portandolo a scaricare nel fiume Ceresone Piccolo. «La pompa di sollevamento di Lissaro nei giorni dell’alluvione non ha quasi mai funzionato», rivela Soranzo. «Ogni qualvolta il Tesina raggiunge i 4 metri di livello deve essere spenta. Questo non ha permesso di ridurre la portata d'acqua in arrivo sul Mestrina».

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