Aps viaggia verso Veneto Mobilità

Rossi: «Sarà il quarto gruppo italiano». Tram in affitto alla nuova società e incontro con il ministro per la seconda linea

Punta esplicitamente ad un ambizioso orizzonte: Veneto Mobilità. Così si chiamerà l’«hub» del trasporto pubblico post-regionale. Il nucleo è la sintesi di Aps Mobilità e BusItalia, allargabile ad Actv ed esportabile fino a Vicenza e magari Treviso. Ivo Rossi - reduce dall’assemblea con nomina del nuovo CdA e conferma di Amedeo Levorato presidente - scommette sul binario della transizione obbligata: «L’integrazione con l’ex Sita sarà il primo passo. È così che si investe davvero sul trasporto pubblico locale, sulla qualità dell’ambiente in città, ma anche sull’innovazione e riorganizzazione del sistema».

Da sindaco reggente, è partito dalle nomine?

«Ho scelto di non indicare l’amministratore delegato, ma di lasciare i poteri in capo al CdA. Durerà tre anni per governare l’intera Holding: parcheggi, pubblicità, Opere e servizi. Ovviamente, con Aps Mobilità in primo piano con la prospettiva delle fusioni. Di qui la conferma di presidente e vice, mentre abbiamo voluto raddoppiare il vincolo di almeno una donna nel CdA».

All’ordine del giorno c’è la traduzione del summit con Moretti e Orsoni?

«Giusto una settimana fa abbiamo posto le basi. Si prospetta il quarto gruppo nazionale del settore. Operazione cruciale di riorganizzazione in uno scenario in cui l’Italia conta oltre mille aziende di Tpl rispetto alle 12 della Germania. Confido che si possa perfezionare la fusione con BusItalia, che fa capo a Ferrovie e quindi al Tesoro, entro fine anno. Con Actv servirà, per forza di cose, più tempo».

Può anticipare le scadenze del progetto?

«Entro agosto le verifiche con i sindacati a livello nazionale, visto che Aps più BusItalia rappresenta una sorta di “apripista”. Sarà una fusione senza esuberi. Poi il passaggio in consiglio comunale, indispensabile a dar vita alla new co . E dal 2014 una rete integrata di linee urbane ed extra, il biglietto unico, l’affitto del tram che resterà proprietà di Aps Holding cioè del Comune».

Scusi, e i conti?

«Aps chiude in rosso per 2,5 milioni in uno scenario dettato dai drastici tagli della Regione. A Venezia il deficit è di 17 milioni: 20 del trasporto su gomma “compensato” dall’utile di quello sull’acqua. Siamo già a soglie limite: occorre riorganizzare l’efficienza anche con formule nuove, perché è impensabile aumentare le tasse o il prezzo dei biglietti».

Sul fronte del tram, ci sono novità per il sistema Sir?

«Vedrò nelle prossime settimane il ministro Lupi. Spero di ottenere risorse almeno per la linea stazione-stadio che sarà al servizio del nuovo ospedale. Intanto, arriveranno due nuovi convogli. E stiamo trattando con Alstom che ha rilevato al 51% la Lohr (insieme al fondo strategico dello stato francese) la possibilità di ottenere in leasing i nuovi mezzi».

E il parco bus?

«Com’è noto, la Regione ha smesso di finanziare l’acquisto di nuovi mezzi. Nell’ambito della fusione di Aps e BusItalia c’è anche l’opportunità di rinnovare la flotta con bus adeguati e confortevoli. Ecco, Padova continua ad essere laboratorio propositivo. In questo caso, nel costruire il futuro del trasporto pubblico anche in termini di appeal della città».

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