Veglia con il vescovo per trovare lavoro

Mattiazzo domani al Maap, l’8 maggio incontro con i lavoratori alla Zip Fondo di solidarietà: investiti 3,5 milioni per aiutare 1.388 persone

Oggi, primo maggio, Festa del Lavoro. La Chiesa si è impossessata della ricorrenza e ne ha assegnato il patronato a San Giuseppe Lavoratore.

La Diocesi e la Caritas hanno affollato un mese intero di appuntamenti, convegni, incontri di preghiera, perché il lavoro è la chiave di volta di tutta la questione sociale.

Ieri, in Casa Pio X, don Marco Cagol, delegato per la Pastorale sociale, don Luca Facco e suor Francesca Fiorese della Cappellania della Zip (la zona industriale di Padova) hanno dato cornice ad un pacchetto di iniziative.

Un aneddoto è affiorato dalle indagini (900 sono state le aziende visitate in un anno) consumate tra i capannoni della Zip dal gruppo (cinque persone) di suor Francesca, giovane, sorridente, vestita di azzurro come le fate delle favole: «Un’impresa è in forte difficoltà, sull’orlo del baratro, per il pagamento dell’Imu. I dipendenti decidono di rinunciare al riscaldamento, di lavorare al freddo in pieno inverno per dare una mano all’azienda».

Qui non c’è contrapposizione tra padrone e operai, è un incredibile rapporto di fiducia nella tempesta della crisi.

Nei giorni scorsi i vescovi del Triveneto, delle 15 diocesi del Nordest, hanno inviato un messaggio di vicinanza umana e cristiana a quanti soffrono per la mancanza del lavoro, per il lavoro scomparso, per il lavoro fantasma che ha lasciato tanti privi di occupazione, impoveriti, ma anche umiliati.

In questo quadro due appelli di monsignor Antonio Mattiazzo rivolti alle forze sociali, politiche, sindacali, ma anche a singoli, organizzazioni, istituzioni: «Uniamoci sempre di più tra di noi, mettendo al centro la questione del lavoro; ritroviamoci a pregare per i problemi del lavoro» l’esortazione del vescovo. «La preghiera non risolverà magicamente i problemi, ma aprirà i nostri cuori allo spirito di Dio affinché non perdiamo la speranza» aggiunge quindi in seconda istanza.

E, infatti, la grossa novità di quest’anno è la veglia di preghiera che raccoglierà attorno al vescovo, dopo la visita alle aziende della Zip, disoccupati, invalidi, imprenditori, camionisti.

L’appuntamento è stato fissato per mercoledì 8 maggio (alle 18,45) alla Cappella di San Giuseppe Lavoratore in zona industriale.

La visita di Mattiazzo al Mercato agroalimentare di corso Stati Uniti (Maap) è prevista invece per domani e si apre alle 7 del mattino. Ieri è stato fatto il punto sulla risorsa del Fondo straordinario di solidarietà frutto di un lavoro di rete che ha coinvolto la Fondazione Cariparo, la Fondazione Antonveneta, la Camera di Commercio, la Provincia, la Diocesi con la forza della parola e del volontariato.

La modalità degli aiuti si è evoluta dal contributo all’offerta di un’occupazione (borse di lavoro, voucher, progetti di inserimento lavorativo e di pubblica utilità, la convenzione tra Etra e Regione Veneto) per un investimento complessivo di 3.510.000 euro e un target di beneficiari di 1.388 persone.

«È una goccia nel mare» dice don Marco Cagol «ma la creazione di lavoro ha una positiva forza contaminante come, purtroppo, è portatrice di contagio la disoccupazione».

Dal vescovo Mattiazzo un corollario all’appello, alla preghiera: «Coloro che ritengono di non avere abbastanza fede per pregare, partecipino egualmente alla nostra veglia, il camminare per le vie della zona industriale, l’essere insieme, l’ascoltare qualche parola illuminante e l’esprimere con la presenza la solidarietà, è qualcosa che fa bene a tutti».

Ciò rompe quella solitudine che accoppiata alla povertà eleva a potenza la disperazione.

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