Bimbo conteso, appello della mamma all’ex marito: «Torniamo alla normalità»

Rompe il silenzio la mamma del piccolo bimbo portato via da scuola dal padre e dalla polizia: «Sono pronta a ritirare tutte le denunce. Ma il bambino deve tornare a casa»

CITTADELLA. Un appello per tornare alla normalità, rivolto al padre del bimbo conteso. Ritorna d’attualità la vicenda del bambino di 10 anni prelevato nei mesi scorsi dalla sua scuola, a Cittadella dal padre e dalla Polizia che, eseguendo una sentenza della magistratura, lo ha portato in una casa famiglia.

La madre del bambino, in una conferenza stampa convocata assieme al suo legale, Andrea Coffari, presidente del Movimento per l’Infanzia, ha spiegato:. «Lancio un appello al padre del bimbo perché lo faccia tornare nella sua scuola, perché questo è il suo volere e un suo diritto, deve tornare alla normalità».

«Il bimbo mi ha chiesto di tornare a casa sua - ha spiegato la mamma - gli ho risposto che non sapevo quanto tempo ci vorrà. Così mi ha chiesto, nel frattempo, di vedermi tutti i giorni, di telefonarmi tutti i giorni e di poter tornare nella sua scuola. Ed è questo l’appello che rivolgo quindi al papà, che lo faccia tornare nella sua scuola di Cittadella. E chiedo, reciprocamente, una pace: ritiriamo tutte le denunce. Io da parte mia sono disposto ad archiviare le mie e a metterci una pietra sopra e chiedo lo stesso anche a lui».

Da parte della mamma, anche una dura critica alla casa-famiglia che ospita il bimbo. «Inadeguata è un eufemismo, è molto peggio», ha attaccato. «Chiedo che venga fatta chiarezza perché non è ancora stato fissato un calendario di incontro con mio figlio come previsto dalla sentenza. Da quando mi è stato portato via il 10 ottobre, l’ho potuto vedere solo due volte il 30 ottobre e il 6 novembre e l’ho saputo sempre la sera prima», ha poi aggiunto. Le condizioni di salute del piccolo, ha detto ancora la madre, sono buone, ma il bambino «è molto provato a livello psicologico» e, a dire signora, «era “trattenuto” dalla presenza della referente della casa-famiglia sempre presente ai nostri incontri».

Gli incontri con il bambino sono stati tutti videoregistrati, ma nel corso dell’ultimo incontro il 6 novembre, «il bimbo ha trovato il coraggio di dire tutto quello che voleva dire. Ha detto che nella struttura ci sta male, di essere seguito a vista, di non potersi muovere di avere pensato alla fuga. E non è vero, a differenza di quanto è stato detto, che lui lì è sereno. Lui non trova la serenità se non torna alla sua vita».

«Secondo noi la gestione non è corretta perché la sentenza prescrive che entrambi i genitori debbano pareteticamente incontrare il figlio con una mediazione sul recupero del rapporto col padre - ha aggiunto l’avvocato Coffari - Finora, però, così non è stato. Abbiamo rappresentato il problema al tribunale dei Minori e attendiamo una sua decisione perché la sentenza non viene rispettata. Il bambino ha diritto a vedere il genitore». Proprio per questo, dalla madre è arrivato anche un appello al sindaco di Padova, Flavio Zanonato, perchè faccia chiarezza sulla gestione della struttura.

Focaccia integrale alla farina di lenticchie

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi