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Petit paysan Un Eroe Singolare

Facci sapere se andrai
di Hubert Charuel drammatico, Francia 2017, 90 minuti con Swann Arlaud (Pierre), Sara Giraudeau (Pascale), Bouli Lanners (Jamy), Isabelle Chandelier (la madre), Jean Paul Charuel (il padre), Marc Barbé (responsabile DDPP), Valentine Lespinasse (Jean Denis), Clément Bresson (Fabrice), Jean Charuel (Raymond), India Hair (Angelique) Pierre è un giovane allevatore di vacche da latte molto legato alla sua terra e ai suoi animali. Quando un epidemia vaccina si diffonde in Francia e colpisce una delle sue vacche, la situazione si fa difficile da sostenere. Il film ha vinto 3 premi César e ha conquistato il Premio Foglia d’Oro a France Odeon. Sembra impossibile creare su basi caseario agrigole del genere un film in grado di non farci mai guardare l’ora. Invece il giovane Hubert Charuel ci riesce in pieno, aiutato dall’ottimo Swann Arlaud, giustamente premiato con il César. Esordio di grande interesse, una delle migliori pellicole della stagione proveniente dal vecchio continente. (Mauro Donzelli) Valutazione pastorale della Commissione Nazionale Valutazione Film della CEI: Bisogna sottolineare l’indubbia originalità dell’argomento scelto. Il particolare è stato sottolineato anche in conferenza stampa, durante la quale il regista ha avuto modo di precisare: “I miei genitori hanno una fattoria, come i loro genitori prima di loro…Sono sopravvissuti alla crisi casearia grazie al duro lavoro, a piccoli investimenti e prestiti. Intelligenza e duro lavoro sono ingredienti indispensabili per andare avanti”. Nato quindi da esperienze reali (la madre ha il piccolo ruolo della addetta ai controlli, il padre quello del padre di Pierre), il copione si è a poco a poco ampliato fino a passare da storia di un terreno agricolo a thriller psicologico. E’ molto ben calibrato e per niente invadente questo lento ma inesorabile trasformarsi del racconto in una sorta di delitto senza colpevole. Ed è efficacie la progressiva constatazione del chiudersi intorno a Pierre del cerchio della colpa. Così il copione ha anche il merito di proporsi come un gioco di generi, dinamico e preciso, una specie di commedia che comincia nell’allegria della campagna e si chiude nel riconoscere sbagli e errori. Non solo nella vicenda. Si è anche toccato il delicato tema degli animali macellati, delle vittime inermi, dell’ecologia e del cibo ‘pulito’. Tutti argomenti serissimi, che nulla tolgono ad un film che resta, come si diceva, portatore di novità, insieme divertente e fatto di una drammaturgia sottile e sentita. Dal punto di vista pastorale, il film è da valutare come complesso, problematico e adatto per dibattiti. A pagamento
Informazione da: Piccolo Teatro

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