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Mancini: «Bene l’impegno ma se non segniamo è dura»

Un giorno la vinceremo una partita? Tra rivoluzioni tattiche, esperimenti e giocatori non adeguati, anche Roberto Mancini non riesce più a regalarsi un sorriso. Forse è arrivato il momento di fare...



Un giorno la vinceremo una partita? Tra rivoluzioni tattiche, esperimenti e giocatori non adeguati, anche Roberto Mancini non riesce più a regalarsi un sorriso. Forse è arrivato il momento di fare delle scelte, perché qui altrimenti si arriva ultimi pure in questo gironcino.

«Purtroppo in certe partite bisogna evitare gli errori – ha commentato il Mancio a fine gara – ma i ragazzi hanno dato tutto e non mi sento di imputare loro niente». Poi il ct va dritto a uno dei problemi più grossi: «Per ...

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Un giorno la vinceremo una partita? Tra rivoluzioni tattiche, esperimenti e giocatori non adeguati, anche Roberto Mancini non riesce più a regalarsi un sorriso. Forse è arrivato il momento di fare delle scelte, perché qui altrimenti si arriva ultimi pure in questo gironcino.

«Purtroppo in certe partite bisogna evitare gli errori – ha commentato il Mancio a fine gara – ma i ragazzi hanno dato tutto e non mi sento di imputare loro niente». Poi il ct va dritto a uno dei problemi più grossi: «Per vincere bisogna fare gol e noi in questo momento non ci riusciamo». E ora si rischia pure la retrocessione in questa Nations League: «Bisogna crescere, ci sono ragazzi molto giovani che non sono abituati a giocare ad alti livelli. Lo sapevamo anche prima che non sarebbe stato facile. Comunque adesso, lo ripeto, dobbiamo risolvere il problema del gol».

Finale con fascia da capitano per Bonaventura: «È una sconfitta che ci dà grande dispiacere, non siamo riusciti a mettere in difficoltà il Portogallo. Non è stata una pessima partita ma potevamo fare meglio. Questa squadra ha qualità per fare bene.

Intanto ieri è tornato a parlare l’ex numero 1 Figc, Carlo Tavecchio, uno che resterà nella storia come presidente dell’Italia che non si è qualificata ai Mondiali. Naturalmente nessun mea culpa ma sempre accuse ai fantasmi. «A San Siro, nella partita contro la Svezia, c’erano parecchi che speravano che l’Italia non si qualificasse per farmi fuori. Chi? A buon intenditor, poche parole...». Anzi Tavecchio ha pure rivendicato meriti: «Per quanto mi è stato possibile, ho impostato i centri di formazione federale sul modello francese e questo era un lavoro di prospettiva da proseguire». —