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«La scalata è stata difficile ora non voglio tornare indietro»

IL PERSONAGGIOAndrea Beghetto è nato a Perugia l’11 ottobre 1994, ai tempi in cui il papà Massimo, ex centrocampista e, all’occorrenza, terzino (nonché attuale allenatore della Primavera del...

IL PERSONAGGIO

Andrea Beghetto è nato a Perugia l’11 ottobre 1994, ai tempi in cui il papà Massimo, ex centrocampista e, all’occorrenza, terzino (nonché attuale allenatore della Primavera del Cittadella), giocava proprio coi grifoni. Andrea Beghetto, cursore di fascia dal sinistro educatissimo, però, è padovano. Più precisamente di Tombolo, cittadina che ha dato i natali pure al nonno Giuseppe, campione olimpico di pistard negli anni sessanta. Beghetto è uno di quei talenti nostrani che ce l’ ...

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IL PERSONAGGIO

Andrea Beghetto è nato a Perugia l’11 ottobre 1994, ai tempi in cui il papà Massimo, ex centrocampista e, all’occorrenza, terzino (nonché attuale allenatore della Primavera del Cittadella), giocava proprio coi grifoni. Andrea Beghetto, cursore di fascia dal sinistro educatissimo, però, è padovano. Più precisamente di Tombolo, cittadina che ha dato i natali pure al nonno Giuseppe, campione olimpico di pistard negli anni sessanta. Beghetto è uno di quei talenti nostrani che ce l’ha fatta, partendo dai settori giovanili di Montebelluna e Padova fino ad approdare nel calcio che conta con il Frosinone, passando per Bellaria (Seconda Divisione), Este (Serie D), Spal (Lega Pro e Serie B) e Genoa, maglia con cui ha esordito in Serie A.

Dopo la bella stagione con i canarini in cadetteria, culminata con la promozione (grazie alla vittoria col Palermo ai playoff), il 23enne è stato riconfermato dalla società ciociara per il massimo campionato. Il primo avversario? L’Atalanta di Gian Piero Gasperini (match in programma lunedì sera, ndr), già incrociata, - manco a farlo apposta, - quel 2 aprile 2017, nel giorno del debutto assoluto. Insomma, quella di Beghetto è stata una vera e propria scalata.

«Sì, è stato un percorso tanto bello quanto complicato», ammette l'esterno, «le difficoltà non sono mancate, certo, ma il bello è stato proprio riuscire a superarle. «D'altra parte», prosegue, «l’adattamento a questi livelli comporta cambiamenti a livello fisico e mentale per restare al passo con l’intensità degli allenamenti e la qualità degli avversari, davvero altissima». Arrivato al Genoa nella seconda metà della stagione 2016/2017, il giocatore, oltre allo spezzone d’esordio con l’Atalanta, ha collezionato altre due presenze contro Juventus (42 minuti) e Inter (partita intera): «Una bellissima esperienza», conferma Beghetto.«Venivo dai primi sei mesi alla Spal in cui avevo fatto bene e, arrivato al Genoa, ho trovato un bel gruppo che mi ha aiutato ad ambientarmi. Abbiamo avuto difficoltà nel trovare continuità nei risultati, ma alla fine abbiamo raggiunto l’obbiettivo della salvezza. Con i rossoblù, però, sono cresciuto tantissimo».

Salvezza che, da neopromosso, vorrebbe acciuffare pure il “suo” Frosinone, in una Serie A impreziosita dall’arrivo di Cristiano Ronaldo: «Vogliamo dare continuità a quanto fatto l’anno scorso, cercando di rimanere uniti nelle difficoltà. Non dovremo sbagliare le partite cruciali, che saranno proprio gli scontri diretti. In più, sarà un onore confrontarsi con Cristiano Ronaldo, fra i più forti del mondo. Di sicuro il suo arrivo avrà un impatto importantissimo, com’è è successo in tutte le competizioni in cui ha giocato». —

Fra.Vi.