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Guidone e il Padova che sta nascendo: «Tante punte, ma io sto bene qui»

È tornato tra i cadetti dopo sette anni e adesso vuole tenersi stretta la categoria: «Mister Bisoli ci ha già avvisati: vanno messi da parte i facili entusiasmi»

PADOVA. Si è parlato molto del colpo di mercato rappresentato dall’acquisto del centravanti della Nazionale Under 21, Federico Bonazzoli, arrivato a Padova in cerca di rilancio.

Si è parlato molto del ritorno di Capello, capocannoniere di squadra della scorsa stagione, così come dei due “enfant prodige” di casa, Cisco e Marcandella. Si è parlato molto e si continua a parlare del centravanti di categoria che dovrà arrivare, tra i tifosi che sognano il grande nome e la società alle prese con le ...

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PADOVA. Si è parlato molto del colpo di mercato rappresentato dall’acquisto del centravanti della Nazionale Under 21, Federico Bonazzoli, arrivato a Padova in cerca di rilancio.

Si è parlato molto del ritorno di Capello, capocannoniere di squadra della scorsa stagione, così come dei due “enfant prodige” di casa, Cisco e Marcandella. Si è parlato molto e si continua a parlare del centravanti di categoria che dovrà arrivare, tra i tifosi che sognano il grande nome e la società alle prese con le cessioni da sbloccare.

Si è parlato meno, al contrario, di Marco Guidone, l’uomo dei gol pesanti. Il centravanti, tra i grandi protagonisti della scorsa stagione, grazie alla promozione si è guadagnato il rinnovo del contratto fino al 2020 e il ritorno in B a 8 anni di distanza dall’ultima fugace apparizione. E se fosse ancora lui a guidare l’attacco del Padova domenica prossima all’esordio in Coppa Italia?

La formazione ovviamente deve essere ancora delineata, con Bisoli non si può mai dire fino all’ultimo; ma Guidone ha dimostrato anche contro la Samp di essere in palla. E almeno a livello di spirito sembra avere la carica di un ragazzino

«Mi sento al top della carriera, sia a livello di forma fisica che di maturazione mentale», ruggisce il centravanti.

«Credo che non potessi scegliere il momento migliore per ritrovare la Serie B. Non vedo l’ora di affrontare il campionato e ho grande entusiasmo. So che sarà un torneo difficile, ma voglio lavorare duro per farmi trovare pronto».

Flashback. La sua unica parentesi in B, dopo tanta C/1 e C/2, risale alla prima parte della stagione 2010/11 a Grosseto. Quindi, ancora Serie C fino al trionfo in biancoscudato. «In B c’ero stato solo di passaggio. Giocai anche abbastanza, ma per scelta mia a gennaio me ne andai. Ho sempre voluto riconquistarla, ho dovuto portare pazienza, e adesso che ci sono riuscito voglio tenermela stretta».

L’entusiasmo di Guidone viaggia di pari passo con quello del gruppo, che almeno dalle prime settimane di preparazione sembra stia viaggiando ancora sulla cresta dell’onda dell’annata scorsa.

«È così. Essendo stata confermata buona parte del gruppo della C, stiamo continuando sulla falsariga dello scorso torneo. E anche per questo i nuovi si sono integrati già molto bene. Se continuiamo con questo bellissimo spirito di gruppo, possiamo dire la nostra anche in B».

E se domenica contro il Monza toccasse a lei? «Bisoli ha fatto un discorso chiaro a noi “vecchi”: non dobbiamo pensare di avere un jolly guadagnato dalla promozione. Si riparte da zero e tutti dovranno sudare per conquistarsi il posto. Il mister sceglierà la coppia d’attaccanti migliore, io ce la metterò tutta».

Tra l’altro, all’esordio in Coppa, Guidone riabbraccerà il Monza, squadra che l’ha cresciuto e fatto debuttare tra i professionisti. Che avversario troverete domenica all’Euganeo?

«Non morbido. Seguo sempre il Monza, hanno confermato buona parte del gruppo che l’anno scorso ha centrato i playoff di Serie C e hanno aggiunto innesti di spessore come Reginaldo. Conosco bene anche l’allenatore, Zaffaroni, con il quale ho giocato assieme proprio in Brianza. È molto preparato. Non avranno nulla da perdere, sarà partita vera e ci stiamo preparando al meglio per passare il turno». —