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Parma, quegli sms sospetti al bellunese De Col e a Masi

I due difensori dello Spezia contattati da Ceravolo e Calaiò, attaccanti gialloblù, 4 giorni prima della partita al “Picco”. La Procura federale ha già sentito tutti

PARMA. Ci risiamo. E ci risiamo con il Parma, che, dopo quanto accaduto un anno fa (flusso anomalo di scommesse nel Napoletano sulla sconfitta incredibile in casa, nel campionato di Lega Pro, con l’Ancona, 0-2), è nuovamente al centro di un’inchiesta della Procura della Federcalcio per un presunto tentativo di combine compiuto da due giocatori gialloblù. Fabio Ceravolo ed Emanuele Calaiò hanno inviato alcuni sms “sospetti”, in cui si solleciterebbe un impegno “morbido” nella partita, anche p ...

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PARMA. Ci risiamo. E ci risiamo con il Parma, che, dopo quanto accaduto un anno fa (flusso anomalo di scommesse nel Napoletano sulla sconfitta incredibile in casa, nel campionato di Lega Pro, con l’Ancona, 0-2), è nuovamente al centro di un’inchiesta della Procura della Federcalcio per un presunto tentativo di combine compiuto da due giocatori gialloblù. Fabio Ceravolo ed Emanuele Calaiò hanno inviato alcuni sms “sospetti”, in cui si solleciterebbe un impegno “morbido” nella partita, anche per le diverse motivazioni delle contendenti, a due colleghi dello Spezia quattro giorni prima dell’ultima partita di Serie B. Uno dei destinatari di tali messaggini telefonici è il bellunese Filippo De Col, difensore 24enne di Agordo, con i liguri dal gennaio 2016, titolare in quell’occasione; l’altro è Alberto Masi, 25 anni, anch’egli difensore, e sedeva in panchina.

Allo stadio “Picco”, il 18 maggio, la squadra di D’Aversa vinse 2-0 e, grazie al clamoroso pareggio interno (2-2) del Frosinone contro il Foggia, conquistò il secondo posto alle spalle dell’Empoli e quindi la promozione diretta per differenza-reti negli scontri diretti con i ciociari.

Gli “007” federali, oltre a De Col e a Masi, hanno sentito nei giorni scorsi anche due dirigenti dello Spezia (l’a.d. Micheli e il team manager Pinto), e poi hanno convocato nella capitale Ceravolo e Calaiò, per mettere nero su bianco le loro dichiarazioni. Sulla vicenda il Parma ha diffuso un comunicato in cui rassicura i tifosi e rivendica il comportamento corretto di tutti i suoi tesserati. La società conferma che i due attaccanti «sono stati ascoltati ieri pomeriggio (giovedì, ndr) a Roma dalla Procura Federale. Ad entrambi è stato semplicemente chiesto conto di due messaggi di testo, inviati a loro ex compagni di squadra in forza allo Spezia nei giorni precedenti la gara. Il tenore dei testi di cui il Parma ha potuto prendere visione nelle ultime ore - e che non riportiamo esclusivamente per rispetto del lavoro degli organi che hanno il compito di approfondire l’accaduto - non contiene alcun tipo di irregolarità o malizia, come già chiarito dai nostri tesserati e come siamo certi verrà accertato anche dagli organi preposti».

Quel che è certo è che l’inchiesta andrà avanti, perché sia fugato anche il minimo dubbio su coinvolgimenti di altri tesserati. De Col e Masi, che, appena raggiunti dagli sms, hanno immediatamente informato i loro dirigenti, si sono mossi subito con la Procura per evitare di incorrere nell’«omessa denuncia». L’articolo 7 del codice di giustizia sportiva della Figc, infatti,è molto chiaro sulle combine: «Il compimento, con qualsiasi mezzo, di atti diretti ad alterare lo svolgimento o il risultato di una gara o di una competizione, ovvero ad assicurare a chiunque un vantaggio in classifica costituisce illecito sportivo».

Si andrà al processo sportivo? È presto per dirlo, certo che se il Parma dovesse essere condannato e retrocesso, sarebbero le finaliste dei playoff ad essere promosse entrambe in A.(s.e.)