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Salta in campo dagli spalti Genitore si fa giustizia da sè

PADOVA. La violenza continua a farla da padrona sui campi calcistici del Padovano, e purtroppo sconfina in episodi degni della massima censura, come quello accaduto sul campo di Arzercavalli, dove si...

PADOVA. La violenza continua a farla da padrona sui campi calcistici del Padovano, e purtroppo sconfina in episodi degni della massima censura, come quello accaduto sul campo di Arzercavalli, dove si stavano esibendo le squadre Giovanissimi di Maserà e Atletico Arzergrande Vall, nell’ambito del 13º Torneo Adriano e Cristian, organizzato dalla società Pontecorr. Protagonista di un gesto che potrebbe costare molto caro è un genitore che, visto il proprio figlio colpito con una testata al volto ...

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PADOVA. La violenza continua a farla da padrona sui campi calcistici del Padovano, e purtroppo sconfina in episodi degni della massima censura, come quello accaduto sul campo di Arzercavalli, dove si stavano esibendo le squadre Giovanissimi di Maserà e Atletico Arzergrande Vall, nell’ambito del 13º Torneo Adriano e Cristian, organizzato dalla società Pontecorr. Protagonista di un gesto che potrebbe costare molto caro è un genitore che, visto il proprio figlio colpito con una testata al volto da un avversario, ha ritenuto di farsi giustizia da sè, scavalcando la rete di recinzione che separa il terreno di gioco dalle gradinate dove sta il pubblico, entrando in campo mentre si stava giocando e rifilando un pugno in viso al colpevole della testata urlandogli “Hai colpito mio figlio”. Al giocatore del Maserà “procurava gonfiore e un livido sulla parte colpita”. Tutto questo è avvenuto al 15’ del secondo tempo, sul risultato di 4-1 per l’Atletico Arzergande Vall, e a quel punto il direttore di gara, vista la situazione creatasi, ha deciso di “decretare anticipatamente la fine della gara”.

Intervenuti immediatamente, l’assistente del Maserà e altri dirigenti dell’Atletico Arzergrande Vall “bloccavano l’invasore e lo portavano fuori dal terreno di gioco”. Purtroppo, “al termine della gara, uscito dallo spogliatoio, l’arbitro, constatato il perdurare di un battibecco tra il padre del giocatore colpito dalla testata e alcuni genitori di giocatori del Maserà, visto che la situazione non si normalizzava, si vedeva costretto a chiedere l’intervento delle forze dell’ordine (i carabinieri, ndr)».

Quanto accaduto è stato riportato dettagliatamente sul referto del direttore di gara ed è arrivato sul tavolo del giudice sportivo provinciale di Padova. Il quale, «accertata la responsabilità oggettiva della società Atletico Arzergrande Vall per quanto riguarda il comportamento della propria tifoseria”, ha deciso di squalificare sino al 20 giugno il giocatore del Maserà che ha innescato la gazzarra con la testata all’avversario e di “sanzionare con un’ammenda di 100 euro l’Atletico Arzergrande Vall per il comportamento di un proprio sostenitore che, scavalcata la recinzione, invadeva il terreno di gioco per colpire con un pugno un giocatore avversario, creando una situazione tale da costringere l’arbitro alla fine anticipata della gara stessa, che dovrà essere ripetuta secondo le modalità stabilite dal comitato organizzatore della società Pontecorr”.

Sin qui la giustizia sportiva. Ma la cosa non è andata giù ai genitori dei Giovanissimi del Maserà, che, d’intesa con i propri dirigenti, giovedì hanno deciso di non presentarsi al campo di Arzercavalli per rigiocare l’incontro, così com’era stato stabilito dal giudice sportivo. Indignati, amareggiati, stupiti - come ha scritto uno di loro al nostro giornale - “della decisione ridicola della Federazione per aver comminato una piccola ammenda alla squadra di appartenenza” del ragazzo, il cui genitore era stato protagonista del gravissimo episodio. Il Maserà verrà punito con la sconfitta a tavolino, confermando peraltro quanto aveva decretato il campo, ma la rinuncia alla partita-bis è un gesto altrettanto clamoroso, di protesta. Il tanto abusato fair play in questo caso non è proprio esistito e gli strascichi della vicenda potrebbero riguardare la magistratura, con la denuncia del padre-picchiatore. (r.s.)