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Padova, chiudi bene Supercoppa vicina

A Lecce può perdere anche con 3 gol di scarto e il trofeo è suo

PADOVA. A conclusione dell’ultima conferenza-stampa stagionale, alla Guizza, Pierpaolo Bisoli confessa: «Per me sarebbe la prima volta. Quando vinsi a Cesena, e la C era imperniata solo su due gironi, la Supercoppa andò al Gallipoli di Giannini, che passò al “Manuzzi” 1-0 dopo lo 0-0 dell’andata. Per il sottoscritto sarebbe un altro traguardo importante. Conquistare un trofeo non è mai semplice, chiaro che non ho il sangue agli occhi come nelle ultime partite di campionato, ma ci tengo».

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PADOVA. A conclusione dell’ultima conferenza-stampa stagionale, alla Guizza, Pierpaolo Bisoli confessa: «Per me sarebbe la prima volta. Quando vinsi a Cesena, e la C era imperniata solo su due gironi, la Supercoppa andò al Gallipoli di Giannini, che passò al “Manuzzi” 1-0 dopo lo 0-0 dell’andata. Per il sottoscritto sarebbe un altro traguardo importante. Conquistare un trofeo non è mai semplice, chiaro che non ho il sangue agli occhi come nelle ultime partite di campionato, ma ci tengo».

Un nuovo traguardo. All’ora di pranzo, ieri, sono partiti in 20 per Lecce, dove oggi si consuma l’atto conclusivo di questo mini-torneo a tre per l’assegnazione della Supercoppa di categoreia, che premia la miglior squadra fra quelle che hanno ottenuto la promozione in B nei tre gironi di terza serie. Il Padova può perdere anche con 3 reti di scarto e mettere ugualmente le mani sul trofeo. Inutile dire che, se vince o pareggia, è primo davanti a tutti. I conti sono presto fatti: 5-1 al Livorno nella prima partita, Livorno che poi ha piegato il Lecce 3-1 nella seconda. A differenza-reti, i biancoscudati sono messi benissimo: + 4, il Livorno è invece a - 2 (dopo le due partite disputate). I salentini, che sono a - 2 prima di affrontare Pulzetti & C., devono solo centrare il successo, ma devono realizzare almeno 4 gol (contro 0) per ribaltare tutto e passare in testa. Ecco perché il Padova gode di un vantaggio psicologico enorme sull’avversario giallorosso. «Sì, siamo abbastanza avvantaggiati», conviene Bisoli, «e per questo ho chiesto ai miei giocatori di fare l’ultimo sforzo, di pensare che la partita è importante e c’è bisogno di dare tutto, con la voglia di portare a casa un altro trofeo. Non faccio calcoli e nella formazione iniziale ci sarà spazio solo per chi è pronto nell’inseguire la vittoria. Ho preparato una partita in funzione di chi mi ha dato le maggiori certezze. Vogliamo vincere un trofeo che resterà nella storia della società. Aspettatevi novità: partiremo con il “3-5-2” perché gli undici che ho in testa danno le maggiori garanzie in tal senso».

Ma non crede che gli stimoli siamo quelli che sono, ad un mese dalla promozione?

«Vero, ma io personalmente riesco con facilità a ricalarmi nel clima della contesa perché ho messo subito nel cassetto il sogno della vittoria in C e ho voltato pagina. È giusto che i giocatori abbiano festeggiato, ma quando vengono al campo sanno che con me non si scherza. Per cui...».

Due parole sull’avversario.

«Mi aspetto un Lecce determinato e deciso a lottare per il nostro stesso obiettivo (il tecnico Fabio Liverani verrà sostituito in panchina dal suo secondo, Manuel Coppola, per aver bestemmiato nella partita con il Livorno, il che gli è costato la squalifica, ndr). È una compagine forte, che ha vinto come noi il campionato lottando con altre squadre importanti». E qui il mister si toglie un sassolino dalla scarpa: «Fatemi dire una cosa: sostenevano che il nostro girone era scarso, eppure delle 8 rimaste in lizza nei playoff ce ne sono 4 proprio del girone B. Qualcuno ora comincia a correggersi, dicendo che era il più equilibrato. Il fatto è che noi non abbiamo mai messo in dubbio il nostro primato, e allora tutti facevano finta nell’affermare che fosse un campionato facile, invece il B era un raggruppamento con formazioni davvero attrezzate e quanto sta avvenendo nel post campionato lo dimostra».

Giocano Serena e Marcandella. Nessuno degli acciaccati è recuperabile, per cui i 20 da ieri sera in Puglia sono tutti quelli disponibili. «Serena gioca, questo ve lo posso dire con certezza», annuncia l’allenatore di Porretta Terme. «Trevisan tornerà dentro perché ho visto che ha... riagganciato la testa, in attacco ci sarà Marcandella, che in queste due settimane rispetto a Cisco e Piovanello è molto più avanti ed è giusto che giochi le sue carte».

Quasi un centinaio i tifosi biancoscudati al seguito, partiti nella notte e attesi a destinazione poco prima dell’inizio della sfida. Dopo la quale ci sarà il rompete le righe” ufficiale.

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