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Contessa può tornare a Lecce da vincitore «Tutti e due in B, la mia gioia è raddoppiata»

PADOVA. Come chiudere in bellezza una stagione trionfale. Sabato sera Sergio Contessa tornerà al “Via del Mare” di Lecce da vincitore. In quello stadio che l’ha ammaliato da ragazzino, sugli spalti,...

PADOVA. Come chiudere in bellezza una stagione trionfale. Sabato sera Sergio Contessa tornerà al “Via del Mare” di Lecce da vincitore. In quello stadio che l’ha ammaliato da ragazzino, sugli spalti, mentre faceva il tifo per i vari Chevanton e Giacomazzi, ma che non è riuscito a conquistare completamente da giocatore, calcandolo soltanto per metà stagione. Finalmente il terzino salentino ha conquistato quella Serie B tanto inseguita e adesso si potrà godere una giornata speciale. «Sarà una g ...

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PADOVA. Come chiudere in bellezza una stagione trionfale. Sabato sera Sergio Contessa tornerà al “Via del Mare” di Lecce da vincitore. In quello stadio che l’ha ammaliato da ragazzino, sugli spalti, mentre faceva il tifo per i vari Chevanton e Giacomazzi, ma che non è riuscito a conquistare completamente da giocatore, calcandolo soltanto per metà stagione. Finalmente il terzino salentino ha conquistato quella Serie B tanto inseguita e adesso si potrà godere una giornata speciale. «Sarà una gara unica e molto emozionante per me», sorride Contessa. «Ho fatto tutto il settore giovanile lì, sono da sempre tifoso del Lecce e mi farà piacere ritrovare tanti vecchi compagni, soprattutto perché sarà una giornata di festa per entrambi».

Da inserire in un libro dei ricordi che comincia già a fine anni ’90… «Sono andato tantissime volte allo stadio quando il Lecce era in A, mi sono goduto forse il periodo migliore della storia giallorossa. Ricordo il “Via del Mare” pieno, e vederlo in C faceva un effetto strano. Da giocatore sono rimasto poco, ma è stato molto bello lo stesso. Sabato ci saranno un sacco di amici e parenti, ho offerto il biglietto a tutti per festeggiare. Se dovessi segnare? Non esulterei, però sarei contento».

Anche perché il Padova ha praticamente già in mano la Supercoppa. Per perdere la competizione dovrebbe subire una sconfitta con quattro gol di scarto. Eventualità mai successa in stagione. «Faremo una partita senza troppi assilli, avere questo vantaggio ci permetterà di stare più tranquilli, cercheremo di divertirci e di portare a casa il trofeo. In ogni caso troveremo un ambiente caldo come sempre, basti pensare che in questa stagione hanno fatto registrare 12mila presenze di media».

Della formazione salentina, invece, chi dovrà temere maggiormente il Padova? «A me piacciono molto i centrocampisti Mancosu e Armellino, hanno fatto la differenza e credo siano i veri top player giallorossi. Durante l’annata mi sono sentito spesso con tanti ex compagni, si meritavano questa vittoria e ovviamente ogni week end il primo risultato che guardo è quello del Lecce».

C’è ancora chi dice che il girone C fosse più duro di quello B. Secondo lei? «A mio parere nel girone meridionale poche squadre potevano ambire al successo. Solo Lecce, Trapani e Catania, che infatti se la sono giocata. Al contrario nel nostro girone in diversi potevano insidiarci, ma la nostra continuità ha fatto la differenza».

Quanto sognava questa Serie B? «L’aspettavo da tempo, visto che quando ho avuto la possibilità di giocarla, nel 2013 con la Reggina, sono stato fuori 4 mesi per infortunio. Poi ho sfiorato la promozione con Juve Stabia e Reggiana e adesso finalmente l’ho conquistata. Non nego che ogni tanto penso già alla prossima stagione, agli stadi in cui andremo a giocare e alle avversarie che affronteremo. Non vedo l’ora. A Padova mi sono subito trovato bene e non potevo chiedere di meglio».