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Il Citta si farà sentire Che diranno in Lega?

Club in assemblea, c’è il “caso Bari”. Difficile il rinvio dei playoff

CITTADELLA. Quale che sia la decisione presa oggi dall’Assemblea della Lega B, in programma a Milano, in campo la linea da seguire sarà una sola, e l’ha tracciata Filippo Lora subito dopo la gara vinta sulla Pro Vercelli venerdì scorso: «Adesso dobbiamo vincerle tutte, indipendentemente dal nome dell’avversario e da dove si giocherà, che sia Bari, Frosinone, Venezia, Palermo o Perugia. Vanno affrontate e battute». Intanto, però, c’è una partita che non si gioca sui prati. Quella delle regole ...

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CITTADELLA. Quale che sia la decisione presa oggi dall’Assemblea della Lega B, in programma a Milano, in campo la linea da seguire sarà una sola, e l’ha tracciata Filippo Lora subito dopo la gara vinta sulla Pro Vercelli venerdì scorso: «Adesso dobbiamo vincerle tutte, indipendentemente dal nome dell’avversario e da dove si giocherà, che sia Bari, Frosinone, Venezia, Palermo o Perugia. Vanno affrontate e battute». Intanto, però, c’è una partita che non si gioca sui prati. Quella delle regole. Come noto, la società pugliese rischia una penalizzazione di un paio di punti a causa del deferimento pendente nei suoi confronti per il ritardo nei pagamenti di Irpef e contributi Inps di gennaio e febbraio e il Cittadella ha chiesto di vederci chiaro prima dell’inizio dei playoff. Il Bari è arrivato sesto con un solo punto di vantaggio sui granata, settimi, che quindi potrebbero in teoria scavalcare i “galletti” e affrontare così, sabato 26, il turno preliminare in casa invece che al San Nicola. L’impostazione della Figc sin qui è stata quella di attribuire penalità nel campionato in corso piuttosto che procrastinare alla stagione successiva. Impostazione ribadita dalla scelta di anticipare di un mese i documenti che attestano gli avvenuti pagamenti di gennaio e febbraio (da metà aprile a metà marzo), proprio per non trovarsi con l’acqua alla gola in caso di contestazioni.

Ad essere pragmatici, è difficile che oggi l’Assemblea decida per uno slittamento dei playoff, ma allo stesso tempo viene da chiedersi: con che faccia potrebbe essere giustificato un rinvio all’anno prossimo di una penalizzazione in classifica? I giocatori, in ogni caso, devono pensare soprattutto al campo e ad un calendario che dice che sabato si giocherà a Bari. E questo fanno.

Prendete Christian Kouamé, decisivo anche nell’ultimo turno. «Sappiamo che non sarà una partita facile. Ma noi cercheremo di vincere, anche perché non abbiamo alternative per passare il turno: esiste un solo risultato a disposizione. Lì all’andata abbiamo perso 4-2, sappiamo che di fronte avremo giocatori forti, ma ne abbiamo anche noi di bravi, no? Ecco perché ci crediamo. Dall’inizio dell’anno cerchiamo di far sognare i nostri tifosi, com’era scritto in uno degli striscioni presenti al Tombolato venerdì sera. Ci proveremo ancora».

Sul piano personale, quello ai piemontesi è stato il suo 11º centro in campionato.

«In questa stagione penso di essere cresciuto da tanti punti di vista, specie sotto porta, ma credo di avere ancora margini. Dove? Posso migliorare proprio sotto rete e nella capacità di venire incontro e tener palla per far salire la squadra. Undici gol sono più di quelli che immaginavo, ma so che avrei potuto e dovuto farne di più».

Lei, un po’ come Varnier, ha molte società sulle sue tracce, anche di Serie A.

«La Serie A? Vedremo se ci sarò arrivato al termine dei playoff, vorrà dire che ho raggiunto l’obiettivo che ho in testa. Oggi appartengo al Cittadella, ho un contratto con questa società. So che ci sono richieste per me, ma non so cosa accadrà, in questo momento m’importa solo di terminare bene. E a fine stagione vedremo…».

Se Kouamé si avvicina agli spareggi con il morale alto, lo stesso accade per il ritrovato Filippo Lora, che con la Pro ha indossato al braccio la fascia da capitano. «Dal punto di vista personale sono contento, perché lavoravo per trovare spazio in campo. E comunque nel calcio il fattore personale passa in secondo piano: i compagni stavano facendo bene, era difficile toccare la formazione. Quando il mister ha visto che ce n’era la possibilità, mi ha messo dentro: è chiaro che la cosa di cui ho più bisogno è trovare continuità».

Senza aver buttato via malamente tanti punti, magari il Citta avrebbe potuto ritrovarsi a festeggiare al posto del Parma.

«Ci sarebbero serviti, ma ormai ha poco senso guardarsi indietro. Occorre pensare ai playoff con la grinta e la fame che servono per portare a casa questa Serie A».

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